Roma: Friedkin, ritorno di fiamma. Studia le carte del club giallorosso

"The Friedkin Group", ha avviato una "due diligence" sui conti della società giallorossa. Un’operazione che, di solito, si fa quando c’è l’intenzione di comprare una società

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Dan Friedkin

NOTIZIE CESSIONE AS ROMA – Per molti è un volto sconosciuto, ma evidentemente non per tutti perché qualcuno, martedì mattina, nella Capitale ha riconosciuto Dan Friedkin. Il nome dell’imprenditore statunitense è stato accostato alla Roma qualche tempo fa perché la sua compagnia, «The Friedkin Group», ha avviato una «due diligence» sui conti della società giallorossa. Un’operazione che, di solito, si fa quando c’è l’intenzione di comprare una società.

Il presidente James Pallotta, che ieri non era a Roma e che non ha ancora programmato una visita nella Capitale da cui manca da oltre 500 giorni, non direbbe certo no a un investitore e/o a un socio di minoranza. La Roma, come peraltro molte altre società, è strettamente legata ai risultati del campo e la mancata qualificazione alla Champions League, nella scorsa stagione, produrrà un «rosso» nel bilancio da rilasciare a giugno 2020. In mancanza di denaro fresco, resta la strada delle plusvalenze. Dan Friedkin ha un patrimonio personale stimato in 4.2 miliardi di dollari e secondo Forbes è il 504° uomo più ricco al mondo. Il gossip finanziario racconta che nel recente passato era già stato avvicinato dalla Roma per un’eventuale partnership, ma aveva passato la mano. Recentemente, però, sarebbe parzialmente tornato sui suoi passi, chiedendo di vedere le «carte» del club. La domanda, in questi casi, è sempre la stessa: perché investire in una quota di minoranza, mettendo denaro fresco senza ottenere in cambio un reale potere decisionale? Ammesso e non concesso che si può entrare gradualmente in qualsiasi società, comprese quelle quotate in Borsa come le AS Roma, c’è da segnalare la particolarità di quella giallorossa.

Sullo sfondo resta sempre la questione dello stadio di proprietà, giustamente idea fissa di Pallotta per «patrimonializzare» il club. Una Roma con lo stadio ha un valore, senza stadio un altro. Ecco perché, in via ufficiale, non è mai stata messa in discussione la volontà di Pallotta di tenere per sé il comando del club. Cosa, allora, può invogliare gli investitori? È vero: la Roma ha un monte ingaggi esagerato e molti di questi contratti sono legati a calciatori di grande qualità ma troppo avanti con l’età (Dzeko, Kolarov, Fazio, Pastore) ma è altrettanto vero che ha giovani di enorme prospettiva come Zaniolo o Pellegrini. Per questo è sempre un buon affare «leggere» almeno le sue prospettive.

(Corriere della Sera)

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