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Roma, l’era Soulé è cominciata: da promessa a leader tecnico, 11 gol partecipati in 13 partite e la manovra passa dai suoi piedi
AS ROMA NEWS SOULE – Quando Matías Soulé è sbarcato a Roma nell’estate del 2024, in pochi immaginavano che nel giro di un anno sarebbe diventato il giocatore simbolo del nuovo corso giallorosso. Reduce da una buona stagione al Frosinone, il giovane argentino ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi e adattarsi al salto di categoria, ma con il passare dei mesi ha conquistato spazio, fiducia e leadership fino a imporsi come l’uomo più decisivo della Roma di Gasperini.
La svolta è arrivata il 13 aprile 2025, nel Derby della Capitale, con un gol destinato a restare nella memoria dei tifosi romanisti. All’Olimpico, Soulé ha siglato l’1-1 contro la Lazio con una perla mancina: un tiro a giro che ha baciato la traversa prima di insaccarsi alle spalle di Mandas. Da quel momento, qualcosa è cambiato. Prima del derby, il classe 2003 aveva realizzato appena 3 reti (contro Hellas Verona, Parma ed Empoli) e un assist (contro il Monza) in 32 presenze stagionali. Da quella sera, invece, è iniziata quella che molti definiscono ormai “l’era Soulé”.
Con il passaggio in panchina da Claudio Ranieri a Gian Piero Gasperini, l’argentino ha compiuto un ulteriore salto di qualità: si è avvicinato di più alla porta e ha aumentato la propria incisività offensiva. I numeri lo confermano: 5 gol e 6 assist nelle ultime 13 partite di Serie A, con una distribuzione significativa — 2 reti e 4 passaggi vincenti con Ranieri, 3 gol e 2 assist in appena 6 gare sotto la guida di Gasperini.
La sua importanza nella manovra della Roma è evidente. Dalla scorsa primavera a oggi, i giallorossi hanno segnato 17 gol in 13 partite, e in 11 di queste reti c’è lo zampino diretto di Soulé. Le sue giocate hanno portato 16 punti in classifica, risultando decisive non solo nei momenti chiave ma anche nelle vittorie più nette, come il 3-1 al Milan (assist per l’1-0), lo 0-2 a Torino (assist per il raddoppio) e il 2-0 contro l’Hellas Verona (gol personale).
In breve tempo, il 22enne di Mar del Plata è diventato il perno del gioco offensivo giallorosso, raccogliendo idealmente l’eredità di Paulo Dybala, con cui condivide talento, fantasia e capacità di accendere la partita con una sola giocata. Il testimone tecnico sembra ormai passato, anche se per completare definitivamente il salto di status Soulé dovrà lasciare il segno anche in Europa, dove finora è ancora a secco di gol e assist nonostante le 13 presenze in Europa League tra la scorsa stagione e l’attuale fase a girone unico.
Ma una cosa è certa: la Roma ha trovato in Matías Soulé il suo nuovo faro, un giocatore capace di coniugare estro e concretezza, di accendere il gioco e di trascinare una squadra che oggi sogna in grande anche grazie al suo talento.
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