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Napoli-Roma, il segreto di Gasperini: chi segna per primo vince. I numeri che spingono i giallorossi verso la Champions

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C’è una regola non scritta che accompagna la stagione della Roma: chi segna per primo vince. Una sorta di golden goal moderno, una legge interna che la squadra di Gian Piero Gasperini ha trasformato in metodo. Quando i giallorossi mettono la freccia, raramente la tolgono. Colpiscono e poi si chiudono, stringono i denti, compattano le linee, abbassano la saracinesca.

Non è solo una questione tattica, ma di mentalità e struttura. Le quindici vittorie in campionato sono nate quasi tutte così: un gol, magari due, poi gestione feroce del vantaggio. Prima il graffio, poi la trincea. Un copione che dovrà ripetersi anche al Maradona contro il Napoli, dove la Roma non vince dal 2018. Un’eternità calcistica che Gasperini vuole cancellare con una prova di maturità.

I numeri spiegano meglio di qualsiasi discorso l’identità della squadra. Otto gol sono arrivati nel secondo quarto d’ora del primo tempo, nove nel secondo quarto d’ora della ripresa. Diciassette reti su ventinove totali concentrate in due momenti chiave della partita. Non casualità, ma un piano gara preciso: studio iniziale, ritmo controllato, poi l’accelerazione improvvisa. La zampata che spacca il match.

Una volta trovato il vantaggio, la Roma cambia pelle. Diventa compatta, essenziale, quasi cinica. Non una squadra spettacolare per novanta minuti, ma chirurgica nei momenti che contano. Sa quando affondare e quando soffrire. Sa difendere l’ultimo quarto d’ora come fosse una finale. E soprattutto non butta via ciò che conquista.

C’è poi un dato che alimenta ambizioni e sogni. Almeno 46 punti dopo 24 giornate, un bottino che non si vedeva dalla stagione 2017-18. Allora i giallorossi toccarono quota 50 alla venticinquesima giornata e chiusero il campionato al terzo posto, centrando la Champions League. Un precedente che oggi torna prepotente e accende la fantasia dei tifosi.

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Il messaggio è chiaro: questa Roma ha numeri da prime quattro. Ma per trasformare le statistiche in realtà serve lo scatto definitivo proprio negli scontri diretti.

Al Maradona serviranno personalità, equilibrio e soprattutto il primo gol. Perché questa squadra ha dimostrato che, quando passa in vantaggio, sa trasformare l’entusiasmo in disciplina e la tecnica in resistenza. Custodisce il risultato come un fortino, senza concedere spazi.

La sfida contro il Napoli non è solo una partita di cartello. È un crocevia, il test della maturità, la notte che può cambiare la stagione. Segnare per primi, resistere, vincere. E poi guardare la classifica con occhi nuovi, con lo sguardo alto di chi sogna davvero la Champions.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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