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Napoli-Roma, Gasperini sfida il tabù big match: zero vittorie con le grandi, Malen e Dybala per la svolta al Maradona

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C’è un dato che a Trigoria rimbalza come un campanello d’allarme proprio mentre si avvicina la trasferta più delicata della stagione. La Roma nei big match continua a inciampare. Cambiano gli interpreti, cambiano gli allenatori, ma il copione resta lo stesso: contro le grandi i giallorossi faticano, spesso giocano alla pari, a volte meglio, ma alla fine escono quasi sempre sconfitti.

Con Gian Piero Gasperini il trend non si è ancora invertito. Cinque scontri diretti, zero vittorie. Quattro sconfitte, quasi tutte di misura, e tre partite senza segnare. Ben tre ko per 1-0, mentre l’unico acuto offensivo è arrivato a Torino contro la Juve, nella gara chiusa sul 2-1. Numeri che raccontano una difficoltà evidente nel colpire nei momenti decisivi.

Anche dietro i segnali non sono incoraggianti: Svilar non ha mai chiuso un big match con la porta inviolata. Nemmeno contro il Milan all’Olimpico, unico punto conquistato contro una “grande”, con l’1-1 in rimonta. Nel girone d’andata sono arrivati quattro ko, senza distinzione tra casa e trasferta: Inter e Napoli a Roma, Milan e Juve lontano dall’Olimpico.

Ecco perché la sfida al Napoli al Maradona pesa doppio. Non solo per la classifica, ma per rompere finalmente un tabù mentale. Gasperini è convinto che il girone di ritorno possa raccontare un’altra storia, anche grazie a un’arma in più: Donyell Malen.

L’olandese ha portato velocità, profondità e gol. Un impatto immediato, che ha cambiato il volto dell’attacco romanista. Contro il Milan ha creato occasioni a ripetizione, mettendo sotto pressione la difesa rossonera, anche se per trovare il pari è servito il rigore di Pellegrini. Proprio quella partita resta un riferimento tattico per il tecnico piemontese.

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Quella sera si vide una Roma offensiva e coraggiosa, con il tridente pesante: Dybala a destra, Malen centrale, Soulé a sinistra. Una soluzione quasi inedita, ma capace di mettere in difficoltà chiunque. Ora l’idea può tornare d’attualità. Dybala ha recuperato completamente, mentre Soulé sta smaltendo la pubalgia ed è tornato ad allenarsi, così come Vaz.

La tentazione è chiara: riproporre una Roma d’assalto, più spregiudicata, per cercare quella vittoria che potrebbe cambiare la stagione e incidere concretamente sulla corsa Champions. Tutto dipenderà dalle condizioni degli argentini, soprattutto Soulé, ancora non al cento per cento. Pellegrini resta avanti nelle gerarchie.

Intanto l’infermeria non aiuta. Hermoso, Koné, El Shaarawy e Ferguson lavorano ancora a parte, mentre in difesa, se lo spagnolo non dovesse farcela, spazio alla conferma di Ghilardi.

Il Maradona diventa così uno snodo cruciale. Non solo tre punti, ma una questione di maturità. Perché per diventare grande davvero, questa Roma deve iniziare a vincere proprio le partite che finora l’hanno fatta inciampare. E forse, con Malen e Dybala insieme dal primo minuto, il momento della svolta può essere arrivato.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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