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Rinnovo Mancini fino al 2029: numeri, leadership e centralità nel progetto della Roma
«Giocare per la Roma è un privilegio». In questa frase c’è tutta la filosofia di Gianluca Mancini, uomo simbolo di una squadra che lo considera ormai imprescindibile. La società lo ha messo in cima alle priorità, ancora prima dei giocatori in scadenza a giugno: il nuovo accordo cancellerà l’attuale termine del 2027 e porterà il difensore verso un rinnovo fino al 2029 con opzione al 2030 a favore del club.
Da perno centrale a braccetto offensivo
Vederlo in proiezione offensiva può sorprendere: non è un’ala, né un terzino. Eppure, con la maschera protettiva per le ossa nasali fratturate, sembra quasi un supereroe pronto a tappare ogni falla. In realtà, preferisce restare semplicemente un difensore.
Con l’evoluzione tattica imposta da Gasperini, Mancini ha iniziato la stagione da perno centrale per poi spostarsi stabilmente sul centro-destra, ruolo che interpreta con aggressività e partecipazione alla manovra. Oltre a proteggere la porta di Mile Svilar, oggi contribuisce anche alla costruzione, come dimostrano i due assist stagionali.
Cartellini e gestione della foga
La nuova posizione lo espone però a maggiori rischi disciplinari. Affrontare esterni rapidi e tecnici come Rafael Leao significa giocare spesso in campo aperto e negli uno contro uno. Il risultato? Nove ammonizioni in campionato e due in Europa.
Numeri superiori rispetto alla scorsa stagione, quando chiuse con otto gialli complessivi, e lontani però dal primato personale dell’era Mourinho, quando arrivò a 21 ammonizioni tra Serie A e coppe. La gestione della foga agonistica, limitando proteste e interventi al limite, resta un aspetto su cui migliorare.
Rinnovo imminente e status da bandiera
Il rinnovo appare ormai una formalità. Come Bryan Cristante, Mancini è destinato a diventare una bandiera della Roma. Il 2 febbraio a Udine ha superato le 303 presenze di Fulvio Bernardini, il mito a cui è intitolato il centro sportivo di Trigoria. Ora è a quota 306 e contro la Cremonese potrebbe toccare le 307 presenze in giallorosso.
Il condizionale è d’obbligo: Mancini è nuovamente in diffida e tra due gare c’è lo scontro diretto Champions con la Juventus. Gasperini dovrà scegliere se rischiarlo chiedendogli massima attenzione o sfruttare il rientro di Hermoso per concedergli un turno di riposo.
Numeri da leader assoluto
Lasciarlo fuori, però, sarebbe un rischio. Mancini è il giocatore di movimento più utilizzato della rosa, con 2.644 minuti tra Serie A ed Europa. Più di lui ha giocato soltanto Svilar, fermo a 2.970 minuti.
La sua centralità nel progetto tecnico e la priorità data dalla società al rinnovo raccontano una verità evidente: Mancini non è solo un difensore affidabile, ma uno dei pilastri su cui la Roma vuole costruire il presente e il futuro.
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