Le radio romane sono un elemento imprescindibile per molti tifosi giallorossi. Un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia: una schiera di giornalisti, ex giocatori e opinionisti pronti a commentare ogni vicenda della squadra capitolina. “Etere giallorossa” vi farà conoscere tutto questo: sarà una passeggiata tra le principali emittenti radiofoniche dedicate alla Roma.

Maurizio Carrozzini (RomaRadio.eu): “E’ necessario risparmiare sugli stipendi dei dirigenti e snellire un po’ di più l’organigramma della Roma. A Trigoria ci sono troppe teste pensanti, invece c’è bisogno di un paio di dirigenti che possano prendere le decisioni più importanti. Inoltre, risparmiano sugli ingaggi dei dirigenti, la proprietà potrebbe investire quei soldi in un’altra maniera e per diminuire i costi di gestione”.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo 92.7): “La mancata alchimia tra Di Francesco e questo gruppo mi sembra una sentenza definitiva. Da molte parti sento evocare una prova d’orgoglio a Napoli. Ma che ce ne facciamo di una prova d’orgoglio, se poi la settimana prima mi fai un secondo tempo come quello con il Milan? E’ un risarcimento che non sussiste. Non è possibile che 8-9 giocatori stiano giocando al 20-30% delle loro qualità. Questo è il vero problema, non l’orgoglio. Da quando c’è questa gestione la Roma non ha regalato alcuna certezza”.

Max Leggeri (Centro Suono Sport 101.5): “Ho sempre ammirato Radja Nainggolan per quanto mostrato in questi anni alla Roma, ma le ultime dichiarazioni del belga sono lo specchio evidente di quello che non funziona dentro Trigoria. La madre di tutte le responsabilità, il male endemico di questa squadra è l’insostenibile leggerezza di sentirsi ‘sto ca…o’ una sindrome che ha colpito tutti i tesserati per colpa della società. Il principale obiettivo dell’As Roma da quando si è insediata questa proprietà non è il conseguimento dell’obiettivo sportivo, bensì di quello finanziario e i calciatori, respirando quest’aria, sono assuefatti alla mediocrità”.

Giuseppe Giannini (Centro Suono Sport 101.5): “Nainggolan è il numero uno, è un giocatore pazzesco, ma le sue dichiarazioni manifestano una certa superficialità che evidentemente pervade l’intero spogliatoio. Rispetto ad oggi, quando giocavo io nella Roma c’era un contatto diretto con la gente, a Trigoria i cancelli venivano aperti ogni settimana, per far sentire ai calciatori il peso della maglia, per alzare il livello della concentrazione e dell’intensità in allenamento, per far capire a chi arriva da fuori cosa vuol dire giocare nella Roma. Oggi i giocatori della Roma vivono in un mondo ovattato, in un bunker, non sentono il peso di questa maglia e tendono inevitabilmente a rilassarsi”.

Luigi Ferrajolo (Radio Radio 104.5): “Io sono molto spiazzato dalla Roma vista col Milan. Penso che la squadra sia più forte, ma se gioca così non so che dire. Sono d’accordo con Totti sul fatto che Di Francesco non debba essere messo in discussione, ha il diritto di fare la stagione fino in fondo per dimostrare quello che sa fare, poi a fine stagione si vedrà. Ora è anche il turno dei giocatori. Voglio vedere qualcosa dai famosi senatori. Di Francesco non deve fare le sciocchezze viste col Milan, ma sono i giocatori che vanno in campo. Le prossime 3 partite sono pericolosissime, se si sbagliano si rischia un fallimento totale. Il problema è uno: non si sa cosa sia la Roma oggi”.

Tony Damascelli (Radio Radio 104.5): “I prossimi 15 giorni decideranno il futuro della Roma e dell’allenatore. Se contro Napoli, Torino e Shakhtar arriva soltanto una vittoria, sarà poco. Le lezioni subite contro Shakhtar e Milan dovrebbero dire all’allenatore di essere meno sbarazzino e più concreto, magari fidandosi di qualche giocatore più anziano. La partita con lo Shakhtar è pericolosissima, gli ucraini hanno una velocità bestiale palla al piede. A Napoli la Roma deve giocare una partita aggressiva e di ritmo, perché se lo lasci giocare, la squadra di Sarri fa quello che vuole. Il Napoli va affrontato a testa alta”.

Angelo Di Livio (Teleradiostereo 92.7): “Mi auguro di vedere una grande prestazione della Roma contro il Napoli. Ce la prendiamo con Bruno Peres, ma molti sono al suo livello. Se sono l’allenatore, la prestazione di Schick senza mordente mi fa arrabbiare molto. L’errore è stato non mettere Defrel che stava più in forma degli altri”.

Andrea Pugliese (Teleradiostereo 92.7): “Le dichiarazioni di Nainggolan sono sì banali, ma danno anche il termometro della situazione. Mi auguro e mi aspetto che la Roma possa ritrovare un minimo di equilibrio e di continuità all’interno delle gare, così penso che alla fine arriverà sopra questa Inter che mi sembra davvero deficitaria. Ma se la Roma è quella dei secondi tempi visti ultimamente, rischia di perdere anche col Crotone”.

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Ci sono un po’ di cose che mi disturbano, come le dichiarazioni di Nainggolan. Lui, in forma, è uno dei top player della Roma, non mi rimangio questo. Ma sono sconcertato anche dal candore con cui dice queste cose, che sono lo specchio di un andazzo. Poi non si tratta di dare l’esempio: non posso esserne certo, ma magari se smettesse di bere e di fumare il rendimento sarebbe migliore. Quello che dice Nainggolan è identico a quello che disse Ashley Cole. Da tifoso della Roma, mi auguro che una persona seria come Monchi parli anche di questo con Pallotta. Quest’andazzo non può andare. Dopo questo turno, mi accontenterei di non perdere punti da Lazio e Inter”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport 101.5): “Totti dice una cosa che deve dire assolutamente, deve prendere le parti a Di Francesco. Sembra essere accantonato il povero Di Francesco dalla squadra. Se Totti prende le parti di Di Francesco condanna la squadra? Lui dice che bisogna continuare fino alla fine con lui, significa che lui sa quello che so io, e cioè che la squadra non lo segue, sennò perché deve dire quelle cose? La società crede nell’allenatore, e non nei giocatori, ora bisogna capire cosa faranno i calciatori: o la Roma rinasce, oppure crolla tutto e l’anno prossimo si ricomincia con questo ‘progetto’ di questa società che è ridicola”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “Penso che questa squadra riesca a fare la prestazione quando meno te l’aspetti perché in certe partite si sente liberata dal peso delle aspettative. Se la Roma è quella vista in queste ultime uscite è impensabile che possa tenere testa al Napoli. Ma il calcio è strano, ci sono tante cose da considerare. Sabato il Napoli probabilmente avrà più pressione ma è anche più brillante. Io pretendo solo che la Roma dimostri di essere un gruppo di uomini oltre che una squadra. Gli uomini hanno orgoglio, dignità e responsabilità nei confronti di chi li segue. Nainggolan è uno che ha sempre preferito l’ambiente all’ambizione, lui sarebbe rimasto anche a Cagliari. Il belga ha dei problemi al polpaccio, credo di poco conto, ma se il problema è quello non andrebbe fatto giocare perché non si riconosce più. Non sai con chi sostituirlo? Allora non abbiamo il centrocampo più forte d’Italia come dicevamo quest’estate”.

Gabriele Ziantoni (Teleradiostereo 92.7): “Nainggolan ha paragonato la sua scelta di rimanere a Roma a quella di Totti. Francesco è un professionista che ha giocato fino a 41 anni, Nainggolan non si avvicina minimamente a questo”.

Maurizio Catalani (Rete Sport 104.2): “In questo momento Napoli-Roma non è una partita per quello che abbiamo visto col Milan in casa, quindi non vedi l’ora che passi. Speri che possa succedere qualcosa di miracoloso. E’ una partita di appartenenza particolare, anche per chi ha vissuto quindici anni fa quel Napoli-Roma che poteva regalarci lo scudetto e dove successe di tutto e di più. La ricordo come la peggiore trasferta della mia vita, non so come sono uscito da lì. Speri di non vivere un incubo e di svegliarti il giorno dopo con qualcosa di inaspettato”

Franco Melli (Radio Radio 104.5): “Di Francesco non è giudicabile perché non è stato messo nelle condizioni migliori per poter lavorare. La squadra è indebolita e i punti di riferimento da De Rossi a Dzeko sono latitanti. Bisogna capire cosa vuole fare il proprietario. Dzeko secondo me non è un centravanti da primi quattro posti. De Rossi probabilmente è un po’ logoro, forse per via dell’età. Nainggolan è il giocatore strategicamente più importante per la Roma, bisognerebbe metterlo ai domiciliari. Florenzi dovrebbe fare causa alla Roma perché gioca fuori ruolo e lo stanno snaturando. Nel suo ruolo tornerebbe ai suoi livelli. Strootman non è un giocatore da Roma, fa una fatica tremenda e bisogna cercare un altro giocatore in quel ruolo perché credo che neanche Pellegrini sia all’altezza”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio 104.5): “Avevo dubbi su come potesse svilupparsi la stagione. La Roma ha perso un giocatore di livello come Salah e non lo ha sostituito a dovere. Di Francesco? Quando ci sono queste situazioni non è mai facile, lo assolvo e gli va data un’altra chance in condizioni più stabili. Spero che con il Napoli non si vada a tentativi. In un momento di difficoltà generale credo che debba venire fuori l’orgoglio da parte di alcuni elementi. Strootman è un giocatore delicato, cercherei un’alternativa”.

Furio Focolari (Radio Radio 104.5): “Nessuno di noi aveva messo la Roma tra le prime quattro a inizio stagione, quindi la colpa non è del tecnico. Credo che Dzeko stia attraversando un brutto momento ma penso possa riprendersi. De Rossi sta accusando l’età ma non ci sono alternative. Nainggolan è un caso ma l’anno scorso era un top player, quindi va recuperato. Non mi ricordo una partita di Strootman al’altezza dei suoi livelli”.

Dario Bersani (Teleradiostereo 92.7): “De Rossi ha detto che Di Francesco è riuscito a cambiare la mentalità della squadra. Non ha mai detto una cosa del genere per nessun allenatore, nemmeno per Lippi o Spalletti. Se parliamo dei media, mai nessun allenatore è stato più supportato e protetto, quasi idolatrato, come Di Francesco. Inoltte Totti, il più grande della storia della Roma, dice: “Ma non è poi così male la situazione…”. Quando senti queste cose ti cadono le braccia…”.

Augusto Ciardi (Teleradiostereo 92.7): “Certe dichiarazioni di giocatori, dirigenti, allenatore rendono tutto ancora più pesante. Siamo al 28 febbraio e tra tre mesi la Roma saranno dieci anni esatti che non vince nulla. Se ti esprimi in un certo modo, le parole devi pesarle. Tutto è iniziato quel 20 dicembre, in cui la presuntuosa Roma cambia 10 giocatori su 11 e perde col Torino. Io non riesco a sopportare il fatto che la semifinale poteva oggi giocarla la Roma”

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