Campionato
Roma tra le grandi d’Europa: l’effetto Gasperini sorprende, difesa da scudetto e ambizioni reali
La Roma tra le grandi, chi lo avrebbe mai immaginato solo pochi mesi fa? Eppure è la fotografia più fedele di questo primo anno targato Gian Piero Gasperini. Doveva essere una stagione di ricostruzione, di assestamento dopo un’annata vissuta sull’altalena tra bassi profondi e improvvisi picchi ranierani, capaci solo di sfiorare la Champions. Invece, la Roma è già molto più avanti del previsto.
I numeri parlano chiaro e non ammettono interpretazioni: i giallorossi sono a tre punti dall’Inter capolista, a due dal Milan e a una sola lunghezza dal Napoli. Guardando all’obiettivo minimo dichiarato, il quarto posto, la Roma ha quattro punti di vantaggio sulla Juventus, prossima avversaria nello scontro diretto di Torino. Anche in caso di sconfitta all’Allianz Stadium, la squadra di Gasperini resterebbe quarta a una giornata dalla chiusura del 2025. Un margine che racconta solidità, non casualità.
Questa Roma non è perfetta, ma è tosta, orgogliosa, tremendamente difficile da affrontare. Sa soffrire, sa restare dentro la partita, sa come comportarsi soprattutto contro le avversarie del suo stesso livello. È una squadra che ha già assimilato una mentalità vincente, pur essendo ancora in evoluzione.
La vera firma da scudetto è però un’altra: la difesa. La Roma è oggi la migliore d’Europa. Solo otto gol subiti, una media di 0,53 a partita, meglio anche dell’Arsenal, che ne ha concessi dieci. Gli avversari riescono a entrare nell’area romanista appena nel 20,1% delle azioni, sesto dato nei principali campionati europei. Numeri impressionanti, che certificano un’organizzazione difensiva di altissimo livello.
La mentalità offensiva portata da Gasperini, inevitabilmente, espone la squadra a qualche rischio sulle ripartenze: in media la Roma concede due grandi occasioni a partita. Ma è un prezzo calcolato, accettato, gestito. Perché dietro c’è una struttura che regge, una squadra corta, aggressiva, sempre pronta a riordinarsi.
Il vero limite resta l’attacco, ancora poco incisivo. I gol arrivano, ma senza abbondanza. L’efficacia offensiva ha ancora poco di realmente “gasperiniano” e somiglia più a un sequel della Roma di Ranieri, capace di colpire ma senza travolgere. Per ora basta così, perché l’equilibrio complessivo regge e la classifica sorride.
La sensazione, però, è chiara: questa Roma non è un bluff. È una squadra che ha già trovato identità, numeri e continuità. Se il progetto doveva partire piano, ha invece già preso velocità. E quando una squadra costruita per ricostruire si ritrova tra le grandi, significa che il lavoro dell’allenatore ha colpito nel segno.
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