Gian Piero Gasperini

La rincorsa alla Champions League da una parte, la battaglia per un calcio più pulito e credibile dall’altra. Sono i due binari su cui si sta muovendo la Roma di Gian Piero Gasperini, che alla vigilia della sfida contro il Cagliari ha alzato la voce non solo per la classifica, ma anche per ciò che sta accadendo sui campi di Serie A.

Il tecnico giallorosso ha commentato con toni netti l’episodio che ha deciso la gara di Genova, il rigore nel finale che ha permesso al Napoli di imporsi sulla squadra allenata da Daniele De Rossi. «La penso esattamente come Daniele e come tanti altri allenatori – ha spiegato Gasperini – dobbiamo fermarci e far sentire la nostra voce. Questo calcio non piace a noi e probabilmente nemmeno alla gente. C’è troppa confusione».

Parole che fotografano un malumore diffuso e che si sommano alla pressione di una classifica che non consente più passi falsi. Dopo il ko di Udine, la Roma è obbligata a vincere per restare agganciata al treno Champions e non perdere terreno dalle rivali dirette.

Il problema, però, è l’emergenza. L’infermeria continua a pesare sulle scelte del tecnico: l’ultimo stop riguarda Mario Hermoso, costretto al forfait e fuori dai giochi per la sfida dell’Olimpico. In avanti, numeri ridotti all’osso: Gasperini può contare su appena quattro uomini offensivi, chiamati a reggere il peso dell’attacco.

Gli occhi sono puntati soprattutto su Bryan Zaragoza, l’ultimo arrivato dal mercato invernale. L’ala spagnola porta caratteristiche finora assenti nella rosa: dribbling, velocità, uno contro uno. Da capire se partirà subito titolare o se verrà utilizzato a gara in corso per spaccare la partita.

Tra proteste per il sistema arbitrale e necessità di punti pesanti, la Roma si gioca molto più di una semplice serata di campionato. Per Gasperini è il momento di dare risposte: in campo, e fuori.



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