Missione rilancio. Perché il nuovo anno di Matías Soulé deve ancora iniziare davvero. Non per minutaggio – da gennaio è quasi sempre sceso in campo, spesso anche dall’inizio – ma per rendimento, quello sì lontano dai livelli mostrati a inizio stagione.
I numeri raccontano una frenata evidente: un solo gol nel 2026, segnato contro il Sassuolo, troppo poco per un giocatore che nei primi mesi aveva acceso l’entusiasmo dell’Roma. Tre reti e due assist in poche settimane, dribbling, personalità e quella sensazione costante di poter decidere le partite. Sembrava l’uomo copertina della prima Roma targata Gian Piero Gasperini. Poi qualcosa si è inceppato. Non solo sul piano realizzativo, ma anche nelle gerarchie.
Soulé aveva iniziato l’anno con una certezza: la fascia destra era casa sua. Un ruolo naturale, cucito addosso alle sue caratteristiche. Ma nei piani non aveva fatto i conti con il ritorno al centro del progetto di Paulo Dybala, connazionale e riferimento tecnico della squadra. Gasperini ha scelto di rilanciare la Joya, affidandogli sempre più responsabilità e, progressivamente, anche lo stesso spazio tattico di Matias.
Un sorpasso silenzioso ma pesante. «A Dybala non voglio rinunciare», ha ribadito più volte il tecnico, riconoscendogli una qualità unica nella rosa. Tradotto: quando Paulo c’è, gioca. E qualcuno deve adattarsi.
Come se non bastasse, l’arrivo di Bryan Zaragoza ha ristretto ulteriormente il campo. Lo spagnolo si candida con forza per la corsia sinistra, togliendo a Soulé anche l’eventuale piano B. Così l’argentino resta legato alla fascia destra, l’unico territorio in cui può davvero sentirsi protagonista.
La sfida contro il Cagliari diventa allora uno snodo cruciale. Soulé dovrebbe partire ancora dal primo minuto, con la voglia di riprendersi la scena e dimostrare di essere indispensabile. Perché quando tornerà Dybala al 100%, la concorrenza sarà feroce.
Il talento non si discute. Ora servono gol, giocate decisive e continuità. Perché nella Roma che insegue la Champions non c’è spazio per le mezze misure. E Soulé lo sa: questo è il momento di riprendersi tutto.
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