Manu Koné, Luca Modric

Non c’è Manu Koné, ma la Roma non si sente più scoperta come qualche mese fa. Anzi. Quella che in estate sembrava una coperta corta oggi è diventata una risorsa inattesa, frutto della crescita collettiva del reparto e del lavoro quotidiano di Gian Piero Gasperini.

L’infortunio muscolare del centrocampista francese, arrivato nella sfida contro il Milan, avrebbe potuto rappresentare un duro colpo per l’equilibrio della squadra. E invece il tecnico ha scoperto di avere a disposizione più soluzioni di quanto immaginasse. Paradossalmente, proprio l’assenza di Koné ha acceso i riflettori sulla profondità della rosa.

La certezza resta Bryan Cristante, spesso bersagliato dalle critiche ma imprescindibile per ordine tattico e letture difensive. Attorno a lui stanno crescendo alternative credibili. Neil El Aynaoui ha conquistato minuti e fiducia grazie a dinamismo e qualità negli inserimenti, mentre il giovane Niccolò Pisilli continua a ritagliarsi spazio con personalità e freschezza, dimostrando di poter incidere anche nei momenti più delicati.

E poi c’è un’idea che torna d’attualità, quasi un revival estivo: riportare Lorenzo Pellegrini stabilmente in mediana. Gasperini ci aveva già pensato mesi fa e ora potrebbe farlo con maggiore convinzione. L’ex capitano, per caratteristiche tecniche e visione di gioco, può dare qualità tra le linee e accompagnare l’azione con inserimenti pericolosi, alleggerendo la pressione sugli attaccanti.

Il risultato è un centrocampo più vario, meno dipendente dal singolo e capace di adattarsi alle esigenze tattiche partita dopo partita. Senza Koné, certo, ma con una consapevolezza nuova: le alternative ci sono e stanno crescendo. Un segnale importante per la Roma che insegue la zona Champions. Perché, spesso, le risposte migliori arrivano proprio quando sei costretto a cercarle altrove.



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