Bryan Cristante

Il mercato non fa magie. E la sconfitta della Roma a Udine lo conferma con brutalità. Quattro innesti invernali non bastano a guarire un male che accompagna i giallorossi da mesi: la difficoltà cronica a segnare. Il risultato è l’1-0 incassato contro l’Udinese, deciso dall’episodio sfortunato sulla punizione di Ekkelenkamp, ma maturato dentro una prestazione povera di idee e occasioni.

La Roma resta piatta, inoffensiva, quasi mai pericolosa. Non è solo un problema di finalizzazione: mancano proprio le opportunità, la qualità negli ultimi trenta metri, la capacità di creare superiorità. Una partita insapore, dall’inizio alla fine, dove l’unico vero tema è l’assenza di gol.

Donyell Malen si ritrova spesso isolato, lasciato solo contro la difesa friulana, senza il supporto di chi dovrebbe accompagnarlo. E quando un centravanti viene abbandonato al proprio destino, finisce per perdere lucidità anche nei dettagli. Emblematica la deviazione involontaria che rende imprendibile la punizione decisiva: davanti fatica, dietro paga pegno.

Gli spunti offensivi sono sporadici e confusi. Tanto impegno, poca concretezza. Anche Matías Soulé, che avrebbe dovuto accendere la fantasia, appare fuori ritmo, privo di invenzioni, lontano dalla brillantezza dei primi mesi. L’argentino, volto del nuovo corso, sembra attraversare una fase di appannamento preoccupante.

E se l’attacco non punge, la difesa – finora punto di forza – mostra crepe inaspettate. Evan Ndicka si rende protagonista di un fallo di mano ingenuo, Gianluca Mancini commette l’intervento da cui nasce la punizione fatale e persino Mile Svilar non appare impeccabile. Quando sbaglia anche il più affidabile, significa che qualcosa si è inceppato a livello collettivo.

Ora Gian Piero Gasperini vuole accelerare l’inserimento dei nuovi, a partire da Bryan Zaragoza. Il talento spagnolo dovrà portare strappi, dribbling e imprevedibilità, qualità indispensabili per svegliare un attacco troppo prevedibile. Da lì passa la svolta.

Perché il treno Champions non aspetta. La Juventus, quarta, è avanti e corre. La Roma invece rallenta, e senza gol ogni rincorsa diventa più complicata. Il mercato ha aggiunto pezzi, ma ora servono risposte immediate. Altrimenti la corsa rischia di trasformarsi in rimpianto.



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