Due partite, un solo filo conduttore: troppo poco. La Roma rallenta proprio nel momento cruciale della stagione e dopo il pareggio sofferto ad Atene – utile almeno per strappare il pass europeo – cade 1-0 sul campo dell’Udinese, subendo anche il sorpasso della Juventus, ora quarta con due punti di vantaggio. Un ko che pesa doppio, perché maturato al termine di una delle peggiori prestazioni stagionali.
La squadra di Gian Piero Gasperini è apparsa spenta, lenta, senza idee. E l’alibi della stanchezza post-coppa regge poco: oltre metà della formazione era fresca. Il problema, piuttosto, è stato strutturale. Male in fase di possesso, peggio senza palla.
Nel primo tempo l’Udinese costruisce le occasioni migliori, seguendo alla perfezione il piano gara preparato da Runjaic. Mile Svilar deve superarsi su Atta con una parata decisiva, poi ringrazia Solet per un tap-in spedito alto e Gianluca Mancini per un anticipo provvidenziale su Ekkelenkamp. Dall’altra parte, invece, Okoye è quasi spettatore: solo un rasoterra debole di Donyell Malen, servito male e mai con i tempi giusti.
La Roma è pigra nella circolazione, prevedibile nei movimenti, statica senza palla. Nessuna accelerazione, nessuna verticalizzazione. Tutto troppo lento per far male a una squadra fisica e compatta.
Nella ripresa ci si aspetta una reazione, ma arriva subito la doccia fredda. Punizione di Jurgen Ekkelenkamp, traiettoria velenosa, deviazione involontaria di Malen e palla che sorprende Svilar. Un episodio sfortunato, sì, ma figlio di una gara già in salita.
L’uscita per infortunio di Davis abbassa l’Udinese, che si chiude, lasciando il pallone ai giallorossi. Gasperini prova a cambiare volto alla squadra inserendo i giovani Venturino e Robinio Vaz, ma i pericoli nascono solo da mischie e palle sporche. C’è anche un gol annullato a Cristante, poi al 96’ l’unica vera chance: Mancini trova la porta, Okoye compie il miracolo. Troppo poco per pareggiare, figurarsi per vincere.
Il dato più preoccupante resta quello offensivo. La Roma ha una delle migliori difese del campionato, ma segna pochissimo. Tra le rivali per la Champions, l’attacco giallorosso produce meno di quasi tutte: Napoli, Milan, Como e Juventus fanno decisamente meglio. Senza gol, però, non si va lontano. E ora la zona Champions si allontana. Servirà una scossa immediata, mentale e tecnica, per non trasformare questa frenata in una crisi vera.
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