Per la Roma è arrivato il momento della verità. Cinque partite in trentuno giorni, senza coppe di mezzo, con un ritmo finalmente regolare e la possibilità di lavorare tutta la settimana sul campo. Un dettaglio che, in questa fase della stagione, può trasformarsi in un vantaggio enorme nella corsa alla Champions League.
Il calendario offre a Gian Piero Gasperini ciò che ogni allenatore sogna: tempo per preparare le gare, recuperare energie e limitare gli infortuni. Se per mesi si è parlato del vantaggio di squadre come il Milan o il Napoli, impegnate quasi esclusivamente in campionato, ora lo stesso scenario si applica anche ai giallorossi. Una sola partita ogni sette giorni significa più lucidità e meno logorio psicofisico.
Le prossime sfide pesano come macigni: Cagliari e Cremonese all’Olimpico, Genoa in trasferta, ma soprattutto i due scontri diretti contro Napoli al Maradona e Juventus in casa. È un blocco di gare che può indirizzare la stagione. Qui si decide tutto.
La Roma è scivolata al quinto posto e ora deve inseguire. Servono punti pesanti, soprattutto negli incroci diretti. Gasperini lo sa: niente più calcoli, niente turnover forzati. Con una settimana piena tra una partita e l’altra, i migliori potranno giocare sempre, senza gestioni o risparmi.
Non è un caso che a Udine siano mancati brillantezza e intensità a giocatori reduci dagli impegni europei come Cristante, El Aynaoui, Pellegrini e Soulé. Le energie, in questa fase, fanno la differenza. E il nuovo calendario offre finalmente ossigeno.
L’Europa League tornerà solo a marzo. Fino ad allora, testa esclusivamente al campionato. Poi si aprirà anche il discorso lista UEFA, con l’inserimento dei nuovi arrivati come Donyell Malen e Bryan Zaragoza. L’Europa resta una strada alternativa per arrivare in Champions, ma la priorità resta il quarto posto.
Molto dipenderà dagli scontri diretti con le squadre allenate da Antonio Conte e Luciano Spalletti, oggi i rivali più vicini in classifica. È lì che la Roma deve dimostrare di essere pronta al salto definitivo.
Cinque partite, cinque finali. Un mese per cambiare il destino della stagione. Senza alibi, senza distrazioni. Solo campionato e punti. Ora Gasperini ha tempo e uomini: tocca alla Roma dimostrare di valere davvero la Champions.
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