Non basta il centravanti. Per tornare davvero in corsa per la Champions, alla Roma serviranno i gol di tutti. Non solo di Donyell Malen, l’attaccante su cui si è concentrata gran parte delle speranze del mercato invernale, ma anche – e soprattutto – dei centrocampisti. È questo il messaggio che sta passando forte e chiaro nelle ultime sedute di Gian Piero Gasperini, che a Trigoria ha alzato il livello dell’intensità e dell’attenzione sotto porta.
Il tecnico pretende maggiore concretezza da tutto il sistema di gioco. I numeri, del resto, parlano chiaro: la Roma ha segnato appena 27 reti in campionato, un bottino più vicino alla metà classifica che alle squadre in lotta per l’Europa che conta. Persino il Cagliari, prossimo avversario all’Olimpico, ha fatto meglio in termini realizzativi.
Sarebbe troppo semplice, però, puntare il dito solo sugli attaccanti. Gli infortuni hanno tolto alternative e continuità: Dovbyk e Ferguson, entrambi ai box, si sono fermati a tre gol ciascuno. Gli stessi numeri di Pellegrini, adattato più volte in posizione offensiva. Soulé resta il miglior marcatore tra i titolari con sei reti, mentre Paulo Dybala, condizionato dagli acciacchi fisici, è rimasto finora molto sotto le aspettative.
A pesare, però, è soprattutto il contributo del centrocampo. Mancano quei profili capaci di incidere con tiri dalla distanza e inserimenti continui, come accade nelle big del campionato. Così, paradossalmente, sono stati più decisivi i difensori: Hermoso e Celik hanno trovato la via del gol, Wesley ha segnato addirittura tre volte, mentre Koné e Cristante hanno portato un apporto limitato.
Ecco perché Gasperini sta insistendo molto negli allenamenti sui movimenti senza palla e sulle conclusioni da fuori: Pisilli è chiamato a confermarsi anche in Serie A dopo i lampi europei, mentre El Aynaoui dovrà garantire qualità e presenza offensiva, sfruttando l’occasione da titolare in mezzo al campo.
Nel frattempo l’infermeria resta affollata: oltre ai lungodegenti Dovbyk e Ferguson, hanno lavorato a parte Dybala, El Shaarawy, Vaz e Koné. Hermoso è ancora alle prese con il piede gonfio, mentre Ghilardi scalda i motori. Buone notizie invece per Venturino, tornato regolarmente in gruppo.
La sensazione è chiara: per inseguire la Champions non basterà aspettare il gol del centravanti. Servirà una Roma più corale, con centrocampisti pronti a trasformarsi in incursori. Gasperini lo ripete ogni giorno: segnare è un compito di squadra.
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