Europa League
Roma eroica ad Atene: 1-1 con il Panathinaikos, impresa in dieci uomini e ottavi di Europa League conquistati
Nella terra dei poemi epici e delle tragedie antiche, la Roma scrive la sua personale Odissea. Soffre, resiste, cade e si rialza. E alla fine strappa il pass per gli ottavi di finale di Europa League con un pareggio che vale come una vittoria. Allo stadio di Atene, contro il Panathinaikos, finisce 1-1, risultato sufficiente per portare i giallorossi tra le prime otto ed evitare gli spareggi: l’unica italiana a riuscirci.
Una notte complicata fin dal primo quarto d’ora, quando la partita prende subito una piega storta. Mancini, al 14’, stende Pantovic lanciato a rete: ultimo uomo, rosso diretto. Espulsione e Roma in inferiorità numerica per 75 minuti. Da lì inizia una battaglia di nervi, corsa e sacrificio.
Il Panathinaikos prende campo e fiducia. Colpisce una traversa al 37’, alza i ritmi, costringe la squadra di Gasperini ad abbassarsi. I giallorossi stringono i denti, ma nella ripresa arriva anche la beffa. Al 57’ Ghilardi, nel tentativo di liberare, serve involontariamente Taborda che davanti a Gollini non perdona: 1-0 e qualificazione che sembra allontanarsi. E qui comincia il vero capolavoro di Gasperini.
Con l’attacco falcidiato dalle assenze – Dovbyk, Ferguson, El Shaarawy e Dybala fuori, più Malen e altri non in lista UEFA – il tecnico non ha praticamente punte a disposizione. Si inventa soluzioni d’emergenza, sacrifica Soulé per inserire Ndicka, pesca dalla panchina il giovanissimo Della Rocca, classe 2006, all’esordio assoluto tra i grandi. Poi l’intuizione decisiva: spostare Ziolkowski in avanti.
Il difensore diventa centravanti nell’assalto finale. E proprio lui, come in una sceneggiatura perfetta, trova il gol che cambia tutto. Colpo di testa da vero bomber, deviazione fortunata e pallone in rete: 1-1. Un’esplosione di gioia che vale gli ottavi e salva una serata che sembrava ormai compromessa.
Nel finale c’è spazio anche per una buona notizia: il ritorno di Angelino, rientrato dopo i problemi fisici. Tra giovani e veterani, improvvisazioni e coraggio, la Roma dimostra ancora una volta di avere anima e carattere. Non bella, forse. Ma tremendamente viva.
Ora lo sguardo va al sorteggio: agli ottavi potrebbe esserci anche un incrocio italiano, con il Bologna possibile avversario, oltre a Dinamo Zagabria e Brann. Qualunque sia il destino, una cosa è certa: questa Roma ha imparato a soffrire. E in Europa, spesso, è la qualità più importante.
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