Europa League
Roma-Stoccarda, senza Malen tocca ancora a Ferguson: l’Europa League riparte dall’irlandese
Nemmeno il tempo di assaporare fino in fondo l’impatto devastante di Donyell Malen che la Roma è costretta a fare un passo indietro. Nessun allarme fisico, nessun nuovo caso in stile Leon Bailey: lo stop dell’olandese è esclusivamente regolamentare. Malen, infatti, non è inserito nella lista UEFA e potrà tornare disponibile soltanto dalla fase a eliminazione diretta di Europa League.
Un dettaglio che pesa, soprattutto alla vigilia della sfida di domani contro lo Stoccarda. Al suo fianco restano fuori anche Robinio Vaz e il giovane Antonio Arena, entrambi non presenti nelle liste europee. Una Roma costretta, dunque, a convivere con una sensazione paradossale: aver trovato l’attaccante ideale, ma non poterlo utilizzare.
Nel frattempo, Bailey ha già salutato tutti. Cappello di lana in testa e sguardo basso, ieri è partito da Ciampino come un turista qualunque, tornando a Birmingham e all’Aston Villa. I proclami estivi e le attese roboanti sono rimasti tali: promesse non mantenute, fine della storia.
E allora, guardando alla Roma che domani scenderà in campo, la domanda è inevitabile: a chi tocca guidare l’attacco? Con Artem Dovbyk rientrato soltanto lunedì dopo l’operazione in Finlandia, la risposta è una sola: Evan Ferguson.
L’irlandese dell’ex Brighton si ritrova nuovamente al centro del progetto europeo, quasi per inerzia. Criticato, discusso, spesso messo in discussione e perfino accostato al mercato, Ferguson non ha mai preso in considerazione l’idea di lasciare Roma. Una scelta che, col tempo, potrebbe aver fatto breccia anche in Gian Piero Gasperini, che nel post gara di Torino ha usato toni severi, ma meno duri rispetto al passato.
È un ritorno al passato obbligato, un po’ come parcheggiare l’auto nuova dopo un giro dell’isolato per riprendere quella vecchia perché manca il bollo. Ma la Roma di coppa, volente o nolente, dovrà affidarsi a Ferguson almeno fino alla fase a eliminazione diretta.
E, a onor del vero, l’attaccante irlandese non è un corpo estraneo. Cinque gol stagionali, alcuni pesanti: a Pisa con l’assist per Matías Soulé, a Lecce e a Glasgow con giocate individuali. Non è Malen, non lo sarà mai, ma ha caratteristiche precise che la Roma dovrà provare a sfruttare.
La sbornia per il nuovo idolo olandese è comprensibile, ma l’Europa League impone pragmatismo. Fino agli ottavi, la Roma passa da Ferguson. E da una squadra chiamata a dimostrare di saper reggere l’attesa del suo nuovo leader offensivo.
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