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Campionato

Roma, doppio allarme: tabù big match e un attacco che non decolla. Gasperini chiamato a trovare soluzioni

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AS ROMA NEWS BIG MATCH GASPERINI – In casa Roma è tempo di riflessioni. La sconfitta contro il Napoli, costata il primo posto e arrivata al termine di una prova opaca, riapre due temi che la squadra di Gian Piero Gasperini non è ancora riuscita a risolvere: l’incapacità di fare punti negli scontri diretti e una produzione offensiva insufficiente per una squadra con ambizioni da vertice.

Il primo dato è impietoso. La Roma, infatti, è ultima tra le big nel rendimento contro avversarie di pari livello. Dal 2023-2024 i giallorossi hanno raccolto soltanto 27 punti in 28 scontri diretti, peggio persino della Lazio, ferma a 31. Il bottino romanista è composto da appena sei vittorie, nove pareggi e ben tredici sconfitte, l’ultima proprio quella maturata ieri sera all’Olimpico contro il Napoli. L’unico periodo in cui la tendenza era stata invertita è stato quello con Claudio Ranieri in panchina, capace di battere Milan, Inter e Lazio e di pareggiare contro Juventus e Napoli.

In vetta a questa speciale classifica c’è l’Inter con 53 punti, seguita dall’Atalanta di Gasperini a quota 39, a conferma di come il tecnico abbia costruito negli anni un’abitudine diversa nei confronti delle big. Alla Roma, però, questa identità non è ancora stata trasferita in pieno. Questione di personalità? O differenza tecnica? Probabilmente entrambe le cose, anche se il calendario offre l’occasione di invertire il trend già il prossimo 20 dicembre, nella sfida sul campo della Juventus.

Se contro Inter e Milan c’era stato almeno un segnale incoraggiante nella prestazione, contro il Napoli non è arrivato neppure quello. L’ha ammesso anche Baldanzi, autore dell’unica vera occasione giallorossa nel finale: «Non so cosa ci manca negli scontri diretti, ma non facciamone un caso». Eppure il caso esiste, perché la Roma non solo perde, ma fatica anche a rendersi pericolosa.

Il dato offensivo è il secondo grande campanello d’allarme. In tredici partite di campionato la Roma ha segnato appena 15 gol, un numero che non appartiene alla tradizione delle squadre di Gasperini. Nessuna formazione allenata dal tecnico piemontese aveva mai avuto una produzione così bassa nei primi mesi di stagione. Il confronto con il resto d’Europa è eloquente: tra le squadre dei cinque grandi campionati soltanto l’Aston Villa ha realizzato un numero simile di reti (16), mentre in Serie A sono addirittura otto le formazioni che hanno segnato di più.

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Un segnale evidente per il mercato e per il direttore sportivo Massara, che a gennaio dovrà intervenire nel reparto offensivo. Anche perché l’assenza di Dovbyk e il rendimento intermittente dei centravanti a disposizione hanno costretto Gasperini a reinventare di volta in volta soluzioni alternative, spesso poco efficaci.

La Roma resta comunque vicinissima alla vetta, ma la sconfitta con il Napoli evidenzia limiti ormai cronici. Per sognare davvero in grande, serviranno una svolta negli scontri diretti e un reparto offensivo finalmente all’altezza delle ambizioni. Qui si deciderà la stagione.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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