Campionato
La Roma sul filo tra sogno e caduta: Gasperini, mercato e la corsa Champions tutta da ricostruire
Quel filo sottile tra il “tutto e niente”, evocato da Gian Piero Gasperini alla vigilia della sfida con l’Atalanta, si assottiglia giornata dopo giornata. La Roma continua a vivere senza mezze misure: vince o perde, senza equilibrio. Un giorno accarezza ambizioni di vertice, quello dopo teme di restare fuori persino dalla zona Champions. Una squadra dagli sbalzi continui, incapace fin qui di trovare una linea stabile.
Non servono alibi a Gasperini, allenatore che ha confermato qualità e competenza, ma che non può nascondersi soltanto dietro la mancanza di un centravanti. I limiti emersi vanno oltre: una propensione preoccupante a perdere gli scontri diretti, l’incapacità di rimontare una partita e le grandi difficoltà di manovra contro avversari che reggono il confronto atletico e tecnico. Quando la Roma non può dominare sul piano fisico, il gioco si inceppa.
Il calendario segna 5 gennaio, ma a Trigoria si vive sospesi tra campo e mercato. Da una parte le incertezze di Giacomo Raspadori e del suo entourage, attesi oggi a fornire una risposta definitiva; dall’altra i giochi mediatici di Ruben Amorim attorno a Joshua Zirkzee, i problemi del Chelsea sugli slot per i prestiti e la difficoltà cronica di piazzare i calciatori in esubero.
Sette sconfitte, in stagioni passate, avrebbero probabilmente relegato la Roma a metà classifica. Oggi, invece, il club può contare su un triumvirato di assoluta affidabilità e competenza, ma che deve necessariamente viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda per trasformare il potenziale in risultati. Idee, mercato e gestione del gruppo devono convergere.
Il messaggio è chiaro: se la Roma vuole davvero arrivare quarta, non bastano i sogni a intermittenza né le giustificazioni. Serve ripartire insieme, ritrovare equilibrio e costruire continuità. Perché su quel filo sottile, basta un passo falso per cadere.
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