Campionato
Roma, Gasperini cerca la svolta ma la squadra non reagisce: personalità e qualità i veri nodi
Gian Piero Gasperini le sta provando davvero tutte per dare una scossa alla Roma, arrivando a usare anche la dialettica come strumento di gestione. A volte il tecnico è apparso (fin troppo) duro con alcuni giocatori, come nel caso di Evan Ferguson; con altri, invece, decisamente più morbido, vedi Paulo Dybala. Il risultato, però, non cambia: pochissimi sussulti, sia in campo sia nello spogliatoio.
Il problema, e Gasperini ne è perfettamente consapevole, non può essere ricondotto soltanto al reparto offensivo. Le difficoltà della Roma affondano le radici più in profondità. In diversi momenti la squadra manca di personalità, struttura e leadership, e il dato più preoccupante riguarda la gestione delle partite: quando va in svantaggio, non riesce quasi mai a reagire. L’unica vera rimonta stagionale resta quella di Firenze, un’eccezione che conferma una tendenza.
Senza grandi calciatori al massimo della forma, diventa complicato competere e vincere contro le squadre di alto livello. Le soluzioni alternative sono poche e spesso si procede per tentativi, adattandosi alle circostanze. Anche la qualità di Dybala, teoricamente l’uomo in grado di accendere la manovra, si è vista a intermittenza, persino contro le squadre di medio-bassa classifica. Nelle sfide con le big, invece, l’argentino è stato quasi sempre assente, frenato da problemi fisici e raramente supportato da una condizione atletica accettabile.
C’è però un altro nome su cui Gasperini si aspetta molto di più, e non appartiene al reparto offensivo: Manu Koné. Un centrocampista del suo livello, titolare nella Nazionale francese, deve prendere per mano la squadra, imporsi nei duelli con i pari ruolo, alzare il ritmo e soprattutto incidere di più anche in zona gol. Da lui il tecnico pretende personalità, continuità e leadership.
L’impressione generale è che questa Roma abbia molta sostanza ma poca qualità, un mix che rende difficile alzare l’asticella contro avversari di pari o superiore livello. Gasperini continua a cercare la chiave giusta, ma senza un salto di qualità individuale e collettivo, la svolta rischia di restare soltanto un’idea.
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