Gian Piero Gasperini

La corsa delle cinque sorelle, che prima di questo turno vedeva tutte le protagoniste racchiuse in pochi punti in vetta alla classifica, ha iniziato a lasciare indietro le ultime due della fila. Juventus e Roma, entrambe con una partita in più rispetto alle dirette concorrenti, avevano la possibilità di continuare a fare pressione sul trio di testa e di restare agganciate anche in vista dei recuperi della prossima settimana. Così non è stato.

La Juventus ha sì raggiunto la Roma al quarto posto, ma lo ha fatto lasciando per strada due punti pesantissimi nella sfida contro il Lecce. Tra un rigore concesso e una serie di pali che hanno premiato il portiere Wladimiro Falcone, i bianconeri hanno mancato l’occasione di dare continuità alla rincorsa Champions.

La Roma, invece, ha trovato sulla propria strada un’Atalanta nella sua versione più autenticamente gasperiniana della stagione. Un’avversaria intensa, aggressiva, capace di esaltare ancora una volta le pecche strutturali dei giallorossi, che continuano a impedire un percorso lineare e costante. Contro la squadra di Gian Piero Gasperini, sono riemersi limiti ormai ricorrenti, soprattutto in termini di qualità e incisività offensiva.

Ed è qui che il discorso si allarga. Sia a Luciano Spalletti sia a Gasperini, allenatori riconosciuti come costruttori di gioco, spettacolo e risultati, sembra mancare la materia prima per restare stabilmente ai piani altissimi. Il rischio è quello di apparire come predicatori nel deserto, con idee chiare ma strumenti non sempre adeguati per trasformarle in risultati continui.

Per la Roma il tema è ancora più delicato. L’era dei Dan Friedkin e Ryan Friedkin non ha mai conosciuto la Champions League, un’assenza che per una proprietà internazionale rappresenta un danno non solo sportivo, ma anche strategico ed economico. Gasperini, dal canto suo, chiede dall’estate un centravanti di spessore, un riferimento offensivo all’altezza delle sue idee.

A Roma, però, si è verificato l’opposto di quanto auspicato: è stato l’allenatore ad adattarsi al materiale a disposizione, e non viceversa. Un materiale che, finora, non lo soddisfa e che continua a frenare le ambizioni giallorosse. In una corsa Champions sempre più selettiva, Roma e Juventus rischiano di restare ai margini se non riusciranno a colmare, in fretta, le lacune emerse con chiarezza.



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