Campionato
Gasperini sbotta dopo Udinese-Roma: “Decidete gli obiettivi. Champions o Under 23? Così non funziona”
La delusione per la sconfitta a Udine è forte, ma la vera scossa arriva nel post-partita. Gian Piero Gasperini non alza la voce per il risultato in sé – un passo falso può capitare, soprattutto su un campo tradizionalmente complicato come quello dell’Udinese, dove in stagione hanno già lasciato punti squadre come il Napoli e l’Atalanta – ma quando il discorso si sposta su mercato e obiettivi, il tecnico della Roma cambia tono.
È lì che scatta la sfuriata. Alla domanda se lo stop possa compromettere la corsa al quarto posto, Gasperini risponde senza filtri, con parole che pesano come macigni: la Roma deve chiarire prima di tutto a sé stessa cosa vuole diventare. Puntare alla Champions o costruire una squadra di prospettiva? Due strade diverse, difficili da percorrere insieme.
Il messaggio è diretto: “Mettetevi d’accordo”. Perché non si può chiedere l’ingresso stabile tra le prime quattro e allo stesso tempo investire su profili giovanissimi, ancora in fase di crescita. Il riferimento è agli ultimi arrivi come Robinio Vaz e Venturino, ragazzi di talento ma non ancora pronti a reggere il peso di obiettivi così alti.
Per Gasperini non è una critica ai singoli, bensì alla linea generale. I giovani possono essere il futuro, ma il presente richiede esperienza, alternative pronte, giocatori già formati. Altrimenti il rischio è restare in un limbo, con aspettative altissime e strumenti non adeguati per soddisfarle. “Così non funziona”, è il concetto ribadito più volte.
Poi la stoccata finale, che suona quasi come una resa dei conti preventiva: se la Roma non dovesse centrare la Champions, la conseguenza sarebbe il cambio dell’allenatore. “Traguardo fallito e fine delle trasmissioni”, dice, assumendosi responsabilità ma ricordando anche un principio semplice: lui lavora con ciò che gli viene messo a disposizione.
Parole che fotografano un momento delicato. La squadra resta in corsa, ma serve chiarezza. Perché senza una direzione condivisa, anche le buone prestazioni rischiano di non bastare. E la Champions, più che un obiettivo, diventa un miraggio.
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