Campionato
Roma-Milan, l’Olimpico rende omaggio ad Antonio De Falchi: coreografia storica della Curva Sud
Roma-Milan non è stato soltanto un big match per continuare a sognare in campionato. Allo Stadio Olimpico è andata in scena soprattutto la partita della memoria, quella dedicata ad Antonio De Falchi, giovane tifoso giallorosso di appena 19 anni, vittima di un vile attacco da parte di un gruppo del tifo milanista nel 1989.
Prima del fischio d’inizio, la Curva Sud aveva diffuso con precisione le indicazioni per coordinare al meglio la coreografia, invitando tutti i presenti a collaborare per la riuscita di uno spettacolo carico di significato. E così è stato. Pochi istanti prima dell’inizio della gara, allo sventolare della bandiera dedicata proprio a De Falchi, l’Olimpico si è fermato.
Il segnale è stato dato dalla sorella Anna e dai nipoti di Antonio: da lì è stato srotolato un gigantesco striscione che ha occupato l’intera Curva Sud. Un’immagine potente, emozionante, capace di riportare tutti indietro nel tempo. Il telo raffigurava Antonio come in una polaroid di fine anni ’80, con indosso la maglietta regalata da Sebino Nela, che il giovane tifoso indossava sempre in trasferta.
Attorno, migliaia di cartoncini arancioni, rossi e bianchi hanno composto una scritta chiara e solenne: “Imperitura memoria”. Un messaggio che va oltre il calcio, oltre il risultato del campo, e che ribadisce come certe storie non possano e non debbano essere dimenticate.
A macchiare uno dei momenti più intensi della serata, i cori beceri provenienti dal settore ospiti, con il grido “Fate ridere” rivolto alla coreografia. Un episodio che stride violentemente con la compostezza, la dignità e la profondità del messaggio lanciato dalla Curva Sud.
Roma-Milan, per una notte, è stata molto più di una partita. È stata un atto di memoria collettiva, un abbraccio ideale a un ragazzo che continua a vivere nel cuore del popolo giallorosso. Perché all’Olimpico, certe storie non passano. E il nome di Antonio De Falchi resta inciso, per sempre.
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