ULTIME NOTIZIE AS ROMA DEBRECEN DZEKO – Il linguaggio del corpo, in fondo, sa raccontare tante cose. Prendete José Mourinho a bordo campo. La Roma stenta in avvio col Debrecen? Il cipiglio, allora, è quello corrucciato dei giorni cupi, con le braccia conserte a creare separazione dal mondo, scrive La Gazzetta dello Sport.

Poi la squadra si scioglie, comincia a macinare gioco e gol, così l’allenatore portoghese può rilassarsi fino a permettersi di salutare i tifosi che invocano un gesto. A regalare all’allenatore veri e propri sprazzi di benessere, però, è stato l’ingresso di un vecchio ragazzo di 35 anni, la cui doppietta nella ripresa ha santificato un 5-2 agli ungheresi del Debrecen – ex grande decaduta (19 i trofei più importanti) appena tornata nella massima serie – in grado di far cominciare la seconda parte del ritiro con tante belle speranze. La Roma che vola oggi in Portogallo avrà valigie piene di sensazioni positive anche perché Edin Dzeko si è finalmente sbloccato, subito dopo che Zaniolo mettesse a segno la sua prima rete (assai bella) da neo papà.

Le prime parole del bosniaco paiono da leader. «Quanto è bello riavere i tifosi vicino lo avevamo dimenticato. Speriamo che nella prossima stagione apriranno gli stadi al 100%. Per quanto mi riguarda, sto migliorando ogni giorno. Dopo due settimane di lavoro stiamo crescendo, anche perché – come dice Mourinho – la Roma gioca sempre per vincere».

Il buon vento nelle vele Edin lo sente tutto. «Abbiamo fatto una bella partita e segnato diversi gol. Ora pensiamo alle prossime gare, ma una cosa è certa: ogni partita vinta dà più fiducia e porta più positività nella squadra e fra la gente. Stiamo preparando bene la nuova stagione. Magari abbiamo le gambe un po’ pesanti, però siamo contenti. Dopo gli allenamenti con Mourinho si scherza, comunque il lavoro è duro. Speriamo di continuare così per essere al 100% per l’inizio. Il nostro obiettivo, infatti, è solo quello di vincere e io ho belle sensazioni». Per questo Edin vuole restare in giallorosso. «Sono stanco di sentire parlare che vado altrove. Io penso solo alla Roma e nient’altro».

Tutto questo, però, non significa che la permanenza di Dzeko sia intangibile. L’età non più verde e l’ingaggio pesante, infatti, mettono la dirigenza nella posizione di ascoltare tutte le offerte che possono arrivare, tenendo conto, però, che il club non ha alcuna intenzione di dare al bosniaco la lista gratuita, come potrebbe fare per gli esuberi veri.

Una cosa è certa: se partisse, il bosniaco andrebbe solo in una big, e tutto questo – tenendo conto che lo stipendio è di 7,5 milioni – rende difficile l’addio. Qualora avvenisse, però, la Roma ha in mente più obiettivi. Se i meno complessi (si fa e dire) potrebbero essere Azmoun dello Zenit Pietroburgo e Yaremchuk del Gent, il vero sogno resterebbe Icardi, in uscita dal Psg, anche se solo con la formula del prestito e con parte dell’ingaggio pagato.

A proposito d’ingaggi, ieri notte è sbarcato a Roma il nuovo terzino Mathias Viña, anche se la trattativa – dicono dal Palmeiras – ancora non è totalmente definita. Oggi sosterrà le visite mediche ma, per via della quarantena da fare in Italia, non seguirà la squadra in Portogallo.

Da segnalare, poi, Coric vicino allo Zurigo e che dalla Spagna raccontano di un interesse dei giallorossi per Lenglet, difensore del Barcellona. Si potrà fare, però, solo se ci saranno altre uscite in retroguardia. Ma vendere, come se sa, non è facile. Per questo uno bravo come Dzeko resta al centro del progetto. Grazie ai 119 gol in giallorosso, fra i cannonieri della Roma, infatti, ha davanti solo Totti e Pruzzo. Quanto basta per cercare d’inseguire la storia sulle spalle di Mourinho.

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