Campionato
Roma ko a Bergamo tra rabbia e polemiche: quarto posto salvo, ma il trend preoccupa Gasperini
Rabbia, amarezza e polemiche accompagnano il ritorno della Roma da Bergamo. La sconfitta contro l’Atalanta pesa soprattutto per come è maturata e per un rendimento che, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sta diventando un campanello d’allarme. I giallorossi restano comunque in zona Champions, al quarto posto con 33 punti, agganciati dalla Juventus solo grazie al pareggio dei bianconeri contro il Lecce, ma incassano la settima sconfitta in campionato.
Il dato più allarmante è la continuità negativa lontano dall’Olimpico: quarto ko negli ultimi cinque viaggi e appena 6 punti raccolti nelle ultime 6 partite. Una serie che conferma un limite strutturale della Roma di Gian Piero Gasperini: quando va sotto nel punteggio, non riesce quasi mai a rientrare in partita. In 18 gare di Serie A – e anche nelle 6 di Europa League – i giallorossi non hanno mai pareggiato. L’unica vera rimonta resta quella del Franchi contro la Fiorentina. Per il resto, sette sconfitte molto simili, sei delle quali decise da un solo gol.
Un trend che lo stesso Gasperini riconosce senza giri di parole: «Non può essere un caso, è una caratteristica evidente che ci accompagna dall’inizio della stagione. Se andiamo in svantaggio non recuperiamo, se segniamo per primi vinciamo. Dobbiamo migliorare questo aspetto». Il tecnico, però, difende la prestazione e punta il dito sull’episodio chiave della gara, il gol di Giorgio Scalvini convalidato dall’arbitro Michael Fabbri: «Assurdo andare sotto così. Prima spinge il portiere, poi c’è il tocco di braccio. Dopo tre minuti di revisione è inspiegabile. La partita è stata condizionata».
Gasperini torna anche sull’occasione fallita in avvio da Paulo Dybala, senza però caricare di responsabilità l’argentino: «Quei gol si sbagliano a vent’anni come a trenta. Sono episodi che cambiano le partite». Il tecnico rivendica comunque la crescita del gruppo: «Abbiamo avuto più occasioni dell’Atalanta. Loro sono una squadra costruita negli anni, fisica e solida, da Champions. Noi siamo solo all’inizio. Essere davanti a loro in classifica è un grande merito».
Sulla stessa linea anche Mile Svilar, che conferma il contatto nell’azione del gol decisivo: «Ho subito fallo, ho preso una manata. Per me era irregolare». Proteste che non cambiano il risultato, ma che alimentano la sensazione di un momento delicato per la Roma, chiamata ora a reagire per non trasformare il quarto posto in un’occasione sprecata.
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