Campionato
Roma-Genoa, Gasperini riporta tutti alla realtà: “Serve vincere, dobbiamo raschiare il barile”
Meno male che c’è Gasperini. Perché tra chi sogna lo scudetto, chi pensa solo al mercato, chi incensa la super difesa e chi già si commuove per il ritorno di De Rossi, qualcuno ha smarrito il senso delle cose. L’attualità è molto meno romantica: la Roma è quinta, il Como è a –3, la squadra ha perso tre delle ultime quattro partite e questa sera scenderà in campo senza mezza ossatura.
Fuori Dovbyk, Pellegrini, El Aynaoui, Ndicka, con Hermoso e Bailey probabilmente fuori causa, più una condizione generale non certo scintillante. E allora sì, meno male che c’è Gasperini, che con il suo pragmatismo rimette in fila le priorità: “In questo momento abbiamo assoluta necessità di vincere, anche se dovremo raschiare il barile.”
Una frase che fotografa perfettamente lo stato della squadra, costretta per l’ennesima volta a reinventarsi. Poche speranze anche per Ferguson, reduce da una bocciatura pubblica che pesa ancora parecchio. L’unica possibilità di rivederlo in campo dal primo minuto sarebbe un peggioramento dell’influenza di Baldanzi, altrimenti il tecnico ha idee chiarissime: “Ho già spiegato che Dybala è un giocatore di altissimo livello. Ferguson ora deve fare una bella cosa: ha 21 anni e deve metterla sul piano della fame, della voglia, del sapere dove si trova. Usi queste armi per riprendersi il posto.”
Domanda inevitabile anche sul mercato, ma Gasperini resta cauto: “Non so le tempistiche del mercato, ma ora entriamo in una fase di 9 partite in un mese. Se aggiungiamo i giocatori in Coppa d’Africa diventa dura.”
Capitolo Pisilli: il tecnico vorrebbe trattenerlo e utilizzarlo di più, vista la rosa sempre al limite. “Pisilli? Sarebbe bene che giocasse di più. Ad ora, con tre centrocampisti, non è proponibile un suo allontanamento.”
La Roma arriva così al match contro il Genoa in mezzo a difficoltà evidenti, con l’urgenza di ritrovare la vittoria e con una rosa ridotta al minimo. Gasperini, però, non cerca alibi: chiede lucidità, fame, sacrificio. È il modo migliore per ricordare tutti che la realtà — non i sogni, non la nostalgia — dice che la Roma deve solo vincere.
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