Nella serata più attesa della nuova stagione giallorossa va in scena un vero e proprio massacro allo stadio Olimpico. Dopo il pareggio di Oporto la sensazione che il grosso fosse stato fatto si respirava in casa Roma. Bastava infatti anche pareggiare 0-0 per non retrocedere in Europa League dopo l’ottima partita di andata. Bastava reggere la pressione e sferrare l’attacco finale. Bastava, e invece…

STESSA STORIA, STESSO POSTO, STESSO BAR
Così cantavano gli 883 e così la Roma interpreta la partita di ritorno, ripetendo gli stessi errori e sprecando le tante (troppe) palle gol create. Va ad aggiungersi poi la costante del cartellino rosso che, dopo aver fatto la prima vittima con Vermaelen all’esordio, si ripete con De Rossi e Palmieri. Sorvolando sulle decisioni arbitrali giuste o meno che siano, fa riflettere che sia nuovamente un giocatore dall’esperienza internazionale a cadere in errore. Se però per De Rossi si tratta di un contrasto di gioco un po’ troppo deciso, non si può dire lo stesso per il terzino giallorosso che con un’entrataccia si fa espellere. Sull’ 1-0 Perotti prova a risollevare le sorti ma manca clamorosamente il pallone che avrebbe almeno alleggerito la tensione. La Roma continua a spingere seppur moderatamente ma si divora un’altra occasione con Salah che a tu per tu col portiere calcia centrale. La Roma non molla e con il solito Niainggolan sugli scudi prova ancora a risollevare le sorti della gara, non avendo però fatto i conti con sè stessa. Nel secondo tempo Emerson decide infatti di uscire di scena con un fallo inutile a centrocampo, prende il rosso e spegne definitivamente i sogni di Spalletti e compagni.

PROBLEMA MENTALE
La Roma ci da un altro assaggio di quelle che sono le potenzialità in termini fisici. La squadra infatti anche in 9 uomini lotta con orgoglio, segno evidente che il problema, come ammesso da Strootman nel post-partita, è mentale. C’è ancora molto da lavorare sul piano dell’atteggiamento e lo avevamo intravisto nell’inizio di partita con l’Udinese. Se all’andata l’approccio è stato impeccabile, già nella prima partita di campionato si era potuto vedere come la Roma non sia ancora concentrata e fatichi a carburare. In questa serata amara dove non sono ammessi errori, la Roma paga ed il conto è salatissimo.

FINE DEL MERCATO
Che l’accesso ai gironi di Champions avesse portato soldi alle casse della Roma oltre che l’onore di giocare certe partite è cosa nota. Ora che però l’obiettivo è stato mancato, Sabatini si ritrova con le mani legate e con le tasche vuote. Molto probabilmentedunque con la fine del preliminare termina anche il mercato giallorosso che ha comunque regalato colpi importanti. Ma manca ancora un terzino sinistro, quello vero, quello forte.

AZZERARE E RIPARTIRE
Ciò che è successo in questa serata non deve in alcun modo interferire con il campionato della Roma. Quello che è fatto è fatto ed ora Spalletti dovrà essere bravo a rimettere tutti sull’attenti in vista della seconda giornata che ci vede ospiti del Cagliari. A prescindere da come la Roma intenderà giocarsi l’Europa League, competizione troppo spesso snobbata dalle squadre italiane, ora l’unico obiettivo rimasto ai giallorossi è di fare bene in Serie A. Arrivare secondi sarà il minimo indispensabile per evitare altri problemi in futuro. Testa bassa e pedalare, il cammino nell’Europa dei grandi si è interrotto troppo presto, ma quello in campionato è appena iniziato.

Roberto Fabrizi

© RIPRODUZIONE RISERVATA