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Roma, la rivoluzione di Gasperini: El Aynaoui, Ghilardi e i “nuovi titolari” riscrivono la geografia della squadra
AS ROMA NEWS NAPOLI EL AYNAOUI – La vittoria in Europa League contro il Midtjylland non è soltanto un’altra tacca sulla stagione della Roma, ma la fotografia più nitida di una squadra che sta cambiando pelle. Gian Piero Gasperini sta scoprendo — e plasmando — una “seconda Roma”, fatta di protagonisti inattesi, meritocrazia feroce e identità tecnica sempre più definita. È la dimostrazione che, oltre alla vecchia guardia, esiste un gruppo di giocatori pronti a prendersi responsabilità cruciali.
Il simbolo di questa crescita è stato Neil El Aynaoui. Contro i danesi, il marocchino ha offerto una prestazione da leader vero: gol, recuperi, squadra trascinata e un contropiede — quello da cui nasce il 2-0 — avviato proprio da una sua giocata a metà campo. Un percorso di maturazione iniziato in sordina, tra dubbi tattici e ruoli non definiti, e arrivato fino alla piena fiducia di Gasperini, che ormai lo considera un titolare aggiunto. Il tecnico conta di averlo anche domenica contro il Napoli, ma sa già che dovrà rinunciarvi a breve: dopo la trasferta di Glasgow, El Aynaoui volerà in Coppa d’Africa con il Marocco, una perdita non indifferente per gli equilibri giallorossi.
Le buone notizie però non mancano, perché Gasp sta riuscendo ad ampliare le rotazioni senza perdere qualità. A centrocampo cresce anche Pisilli, ancora poco utilizzato ma ritenuto dal tecnico un elemento in piena ascesa. E non è solo una questione di mediana. Baldanzi ha risposto positivamente nel ruolo di centravanti di manovra, soluzione che il tecnico valuta con sempre maggiore convinzione. El Shaarawy, da parte sua, ha risposto con brillantezza e due gol consecutivi da subentrato tra Cremonese e Midtjylland.
La difesa è il reparto che forse mostra il cambiamento più significativo. Gasperini sta cercando alternative credibili in vista della partenza di N’Dicka per la Coppa d’Africa e a sorpresa potrebbe aver trovato la risposta in Daniele Ghilardi. L’ex Verona, schierato titolare per la prima volta in Europa davanti a Svilar, ha colpito per condizione, letture difensive e qualità nei duelli fisici. Sin qui aveva raccolto meno di dieci minuti tra Parma e Udinese, ma ora si candida con forza a diventare la prima alternativa nel terzetto difensivo. Soprattutto perché Gasp non vuole toccare le fasce: Celik e Wesley, per rendimento e continuità, sono a oggi intoccabili.
Ziolkowski, pur avendo ricevuto le sue opportunità, appare invece ancora un passo indietro nelle gerarchie. Ma in questo contesto la meritocrazia regna sovrana: chi risponde presente avanza, chi frena viene superato. Così funziona la Roma di Gasperini, così si costruisce una rosa ampia, competitiva e imprevedibile.
E se domani c’è il Napoli e si parla già di big match scudetto, è anche perché dietro la Roma rivelazione c’è una squadra che cresce, si allarga, sorprende. Un gruppo in cui nessuno è escluso a priori e in cui tutti possono diventare decisivi. Questa è la nuova Roma: intensa, profonda, ambiziosa. La Roma che Gasperini sta scolpendo, un mattoncino alla volta.
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