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Campionato

Roma, il pomeriggio storto di Cagliari svela il vero problema: senza un centravanti non si va lontano

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AS ROMA NEWS CAGLIARI – Ci sono partite che nascono male e finiscono peggio, e quella della Roma a Cagliari appartiene esattamente a questa categoria. Non è tanto l’1-0, la settima sconfitta stagionale, a lasciare il segno, perché in un percorso di crescita come quello intrapreso dalla squadra di Gasperini certi inciampi possono rientrare nella normalità. Ciò che davvero stona è la sensazione, ormai ricorrente, che la Roma continui a giocare senza un centravanti vero. A Cagliari il tecnico ha dovuto ripartire con Baldanzi dal primo minuto, un talento che però non è un numero 9, mentre quando è toccato a Ferguson nella ripresa, la situazione non è cambiata: l’irlandese, almeno fino a oggi, ha del centravanti soltanto il curriculum, peraltro stropicciato.

Il quadro si complica se si aggiunge che Dybala, tra infortuni e febbre, non è arrivato al 50% della condizione, mentre Bailey, in una gara da recuperare e con zero pericolosità offensiva, non è stato nemmeno preso in considerazione. In questo scenario, più che sorprendersi per le difficoltà attuali, bisognerebbe stupirsi dei 27 punti ottenuti con appena 15 gol in 14 partite, un rendimento che vale comunque un quarto posto prezioso, da difendere dal possibile ritorno della Juventus e dalle sorprese Bologna e Como.

Un dato emblematico descrive meglio di ogni analisi la crisi offensiva: la Roma ha chiuso due partite consecutive con un solo tiro nello specchio della porta. A Cagliari Caprile non ha dovuto compiere nessun intervento reale, esattamente come Milinković-Savic una settimana prima contro il Napoli, prima della parata nel finale su Baldanzi. È il simbolo di una squadra che costruisce poco, finalizza meno e non ha un riferimento offensivo in grado di incidere.

Il messaggio è lampante: la Roma ha un problema strutturale e si chiama centravanti. Non un profilo qualunque, ma un attaccante vero, scelto dall’allenatore, attorno al quale costruire una rivoluzione inevitabile a fine stagione. Perché il club si avvicina a mesi decisivi: Dybala, El Shaarawy e Pellegrini sono in scadenza, mentre Ferguson e Bailey sono in prestito e il loro futuro è incerto. Senza un punto fermo davanti, tutto rischia di diventare fragile.

Con tre partite a settimana fino a marzo, infortuni che iniziano a moltiplicarsi e squalifiche che arriveranno, il pericolo è quello già visto in passato: ritrovarsi a fine stagione a fare gli stessi discorsi, ma con un aggravante pesante. Questa volta, senza una qualificazione forte o un piano chiaro, la Roma rischia di dover cedere almeno un paio di big per motivi di Fair Play Finanziario.

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Il pomeriggio di Cagliari, più del risultato, lancia un messaggio inequivocabile: il tempo degli esperimenti è finito. La Roma ha bisogno di un centravanti vero. E ne ha bisogno adesso.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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