Campionato
Roma-Como, Gasperini critica il gioco dal basso: “Portieri che temporeggiano, non è lo spirito del calcio”
Carezze alla vigilia, franchezza assoluta a fine partita. Dopo Roma-Como, Gian Piero Gasperini non si è tirato indietro e ha espresso senza filtri il proprio pensiero su una delle tendenze più diffuse del calcio moderno: l’impostazione costante dal basso, spesso esasperata fino all’eccesso.
In conferenza stampa, il tecnico giallorosso ha puntato il dito contro un approccio che, a suo avviso, rischia di snaturare il gioco: “Il Como gioca molto col portiere, purtroppo questa è una situazione che nel calcio sta dilagando”, ha spiegato scuotendo la testa. “Non è spettacolare avere il portiere che gioca più minuti con il pallone tra i piedi, ma non per giocare, per temporeggiare. È abbastanza stucchevole, non è nello spirito del calcio”.
Un riferimento chiaro a quanto visto all’Olimpico, con il Como che ha spesso affidato la costruzione a Butez, portiere tecnicamente molto dotato, quasi un centrocampista aggiunto. Una scelta che, secondo Gasperini, obbliga gli avversari a salire di intensità e a forzare il ritmo.
“Quando incontri squadre che lo fanno, devi esasperare il pressing, altrimenti diventa difficile”, ha aggiunto l’allenatore della Roma. “Devi essere anche nello spirito di prenderti dei rischi”.
Parole che spiegano bene la filosofia del tecnico giallorosso, da sempre contrario a un possesso sterile e favorevole a un calcio aggressivo, verticale e intenso. Contro il Como, infatti, la Roma ha risposto proprio così: pressione alta, recupero immediato del pallone e volontà costante di impedire agli avversari di gestire i tempi della partita.
Il successo per 1-0, maturato con il gol di Wesley, non cancella il dibattito, ma lo arricchisce. Per Gasperini il calcio deve restare dinamico, coraggioso e vivo, lontano da un possesso fine a sé stesso. E anche da vincente, il tecnico non rinuncia a ribadire una visione che continua a far discutere, ma che resta coerente con il suo modo di intendere il gioco.
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