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Gasperini e la rivoluzione del calcio italiano: perché la Roma è già cambiata ma non è ancora completa
AS ROMA NEWS GASPERINI – Gian Piero Gasperini ha cambiato il calcio italiano. E non soltanto quello. Il suo modello super-aggressivo, basato sul duello uomo contro uomo, sui riferimenti forti e sull’intensità esasperata, è diventato un marchio riconoscibile e replicato da molti allenatori, in Serie A e all’estero. La sua Atalanta, nella versione migliore, è stata un laboratorio di calcio moderno: una squadra capace di creare pericoli a ogni possesso, come nell’impostazione olandese a cui il tecnico di Grugliasco si è sempre ispirato. Ma spesso si dimentica che quel calcio così offensivo nasce in realtà da un principio squisitamente difensivo: difendere attaccando, difendere anticipando.
Il trapianto delle sue idee da Bergamo a Roma è stato più rapido del previsto, pur non essendo ancora completo. La Roma ha alzato il baricentro, gioca più alta, domina il pallone e impone la partita. La solidità attuale dei giallorossi nasce proprio dal controllo: si difende meglio se ci si difende lontano dalla porta. Gasperini ha trovato terreno fertile soprattutto in uomini che già conosceva bene come Mancini e Cristante, due giocatori che aveva contribuito a formare ai tempi dell’Atalanta e che oggi sono colonne del suo progetto.
Rispetto alla migliore Atalanta, però, alla Roma manca ancora qualcosa. Lo si è visto anche contro il Napoli, nel gol subito in contropiede: Hermoso e Mancini erano entrambi proiettati in area avversaria, mentre sotto la linea della palla erano rimasti solo due giocatori. È proprio nella lettura delle coperture preventive che la squadra deve crescere per completare la metamorfosi.
I numeri, comunque, confermano la bontà del percorso: sei partite con la porta inviolata e terzo posto in Serie A per tiri concessi agli avversari. Indici chiari di una trasformazione tattica ormai avviata. La Roma è diversa, più moderna e più coraggiosa. Ma il processo non è concluso: serve una rifinitura collettiva, una maggiore gestione degli equilibri e una crescita nella capacità di proteggersi quando attacca con tanti uomini. Il cantiere è aperto, ma la direzione è quella giusta. Gasperini sta già lasciando un’impronta profonda anche nella Capitale.
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