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Roma, Gasperini esalta Malen: “Con lui dall’inizio avremmo più punti”. Numeri e futuro del bomber giallorosso
«Non ho paura di dire che con Malen nel girone d’andata probabilmente avremmo qualche punto in più». Le parole di Gian Piero Gasperini fotografano perfettamente l’impatto di Donyell Malen sulla stagione della Roma. Un impatto devastante, immediato, quasi storico.
Cinque gol nelle prime cinque partite in giallorosso: prima di lui c’era riuscito soltanto Gabriel Omar Batistuta, che nei suoi primi 450 minuti romanisti ne mise addirittura sei. Il paragone è pesante, ma i numeri parlano chiaro. E soprattutto raccontano molto più delle semplici reti.
Malen non è soltanto un finalizzatore. È movimento continuo, aggressione del primo palo, dialogo costante con i compagni, cattiveria agonistica e freddezza nei momenti chiave. Contro il Napoli ha mostrato tutto il repertorio: inserimento perfetto sull’1-0, capacità di legare il gioco e lanciare Wesley nell’azione del rigore, trasformato poi con glaciale sicurezza dagli undici metri. Due doppiette consecutive che lo proiettano già al secondo posto nella classifica marcatori giallorossa in campionato, dietro al solo Soulé.
L’inserimento nell’undici titolare è stato fulmineo. Nessun periodo di adattamento, nessuna esitazione. Anche nelle due partite in cui non ha trovato il gol, contro Milan e Udinese, ha garantito presenza, profondità e pericolosità costante. Esattamente ciò che era mancato alla Roma nella prima parte di stagione, quando l’attacco faticava a trasformare il grande lavoro di pressing e verticalizzazioni in concretezza sotto porta.
Il suo futuro, intanto, sembra già scritto. Il diritto di riscatto fissato a 25 milioni dall’Aston Villa si trasformerà in obbligo al raggiungimento del 50% delle presenze da almeno 35 minuti e con la qualificazione almeno all’Europa League. Ma, al di là delle clausole, non sembrano esserci dubbi: Malen è il presente e il futuro della Roma di Gasperini. Il tecnico lo considera il perno del suo sistema offensivo e non nasconde mai il sorriso quando parla del suo numero 14.
Attorno a lui, però, le certezze scarseggiano. Dybala continua a non offrire garanzie fisiche, Soulé convive con una pubalgia che ne limita la continuità, Ferguson è fermo da settimane per la caviglia e Zaragoza resta una soluzione di rotazione. Poi ci sono i giovani Vaz e Venturino, chiamati a crescere in fretta. In questo scenario, l’olandese è l’uomo in più.
Cremonese e Juventus rappresentano due tappe decisive prima del ritorno dell’Europa, competizione in cui Malen non ha ancora potuto incidere a causa delle regole UEFA sulle liste. L’impatto, però, resta sorprendente e coerente con quanto già mostrato nelle sue precedenti esperienze: un attaccante moderno, rapido, intelligente, capace di adattarsi e incidere subito.
La Roma, che sta crescendo insieme al suo allenatore, aveva bisogno esattamente di un centravanti così: uno che trasformasse la mole di gioco in gol. Ora l’obiettivo è chiaro. Vietato fermarsi. Perché la rincorsa alla Champions passa inevitabilmente dai suoi piedi.
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