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Roma, effetto Malen: 5 gol in 5 partite e corsa Champions rilanciata. Il bomber che ha cambiato la stagione
C’è un prima e un dopo nella stagione della Roma. Un prima fatto di occasioni sciupate, di un attacco a tratti sterile e troppo dipendente dalle fiammate di Matías Soulé, peraltro frenato dalla pubalgia. E un dopo che ha un nome preciso: Donyell Malen. Il centravanti che ha cambiato volto alla squadra di Gian Piero Gasperini.
Cinque gol nelle prime cinque presenze in giallorosso. Un impatto devastante, quasi irreale per immediatezza e peso specifico. Da quando è arrivato nella Capitale, soltanto Harry Kane ha fatto meglio nei top campionati europei nello stesso arco di partite. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontare la portata della rivoluzione. Perché Malen non è solo gol: è presenza costante, è personalità, è mentalità vincente.
A Napoli si è visto tutto questo. L’olandese è stato dentro la partita dal primo all’ultimo minuto in cui è rimasto in campo. Nelle ultime cinque gare è tra i migliori in Europa per tiri totali (25) e conclusioni nello specchio (10). È in cima anche per tocchi complessivi (134) e tocchi in area (51). Tradotto: non aspetta il pallone, lo va a cercare. Attacca la profondità, dialoga con i compagni, si prende responsabilità. E quando arriva il momento decisivo, colpisce.
La sua energia ha rivitalizzato un reparto che fino a gennaio viveva di lampi isolati. Oggi la Roma ha un riferimento offensivo credibile, un terminale che costringe le difese avversarie a cambiare atteggiamento. Con Malen in campo, la squadra entra più spesso negli ultimi sedici metri e produce un volume offensivo superiore. Non è un caso che Gasperini, al Maradona, abbia scelto di sostituirlo per preservarlo: «Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe», ha spiegato il tecnico. Una gestione necessaria, perché quando hai un giocatore così determinante ogni contrasto diventa un rischio da calcolare.
Gasperini non si è nascosto nel giudizio: «Con Malen dall’inizio del campionato avremmo molti più punti». Una frase che pesa e che certifica l’impatto dell’olandese. Il bomber che è mancato nella prima parte di stagione e che, arrivato a gennaio, ha impresso una svolta netta alla corsa europea dei giallorossi.
Oggi l’obiettivo Champions non è più un’illusione, ma una prospettiva concreta. La Roma ha ritrovato fiducia, ritmo e soprattutto gol. Perché nel calcio moderno puoi avere organizzazione e coraggio, ma senza chi finalizza resti incompleto. Malen, invece, completa il sistema. Lo rende efficace. Lo rende credibile.
Anche la formula dell’operazione racconta molto: prestito oneroso da 2 milioni, con obbligo di riscatto a 25 milioni legato alla qualificazione in Champions o Europa League e al raggiungimento del 50% delle presenze. Un investimento che, salvo imprevisti, appare già indirizzato verso la conferma definitiva. Gasperini è convinto, Massara soddisfatto per un colpo invernale che ha cambiato l’inerzia della stagione, e la squadra ruota sempre più attorno al numero 14.
Non è soltanto un acquisto azzeccato. È un segnale forte. Un cambio di passo strutturale. La Roma ha trovato il suo centravanti moderno: rapido, feroce sotto porta, generoso nel lavoro sporco e capace di trascinare il gruppo nei momenti chiave. Malen non è solo un nome sul tabellino. È il simbolo della nuova Roma. E, forse, l’uomo che può trasformare una rincorsa in un traguardo.
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