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Malen come Batistuta: numeri e impatto da record, la Roma sogna un nuovo Re Leone
Gabriel Omar Batistuta è tornato a Trigoria la scorsa settimana, ha riabbracciato la sua Roma e ha promesso di rivedersi presto, magari prima del derby di ritorno. Un tuffo nel passato che ha inevitabilmente acceso un parallelo con il presente. Perché oggi, a guidare l’attacco giallorosso, c’è un centravanti che sta lasciando un’impronta sorprendentemente simile: Donyell Malen.
Il filo che unisce ciò che è stato e ciò che è passa proprio da qui. Da un impatto devastante, da numeri che parlano chiaro. Nella storia recente della Roma, solo Batistuta ha fatto meglio nelle prime partite in giallorosso rispetto all’olandese. Un dato che pesa, soprattutto considerando cosa rappresenta il Re Leone nell’immaginario romanista, simbolo del terzo scudetto.
Malen, però, non si accontenta del paragone. Vuole inseguire, magari superare. Intanto i numeri certificano un inizio impressionante: 5 gol nelle prime 5 partite, una presenza costante in area e una sensazione di pericolosità che a Roma non si respirava da tempo. Con lui in campo la squadra ha un riferimento vero, una minaccia continua, qualcosa che né Ferguson né Dovbyk erano riusciti a garantire con continuità.
Non è solo una questione di reti. È l’impatto complessivo a fare la differenza. Malen ha già calciato 27 volte verso la porta, centrando lo specchio in 10 occasioni. Ma non si limita a finalizzare: registra un 77,7% di passaggi riusciti, vince il 35% dei duelli e recupera in media 1,8 palloni a partita. Numeri da attaccante moderno, completo, capace di lavorare per la squadra oltre che per sé stesso.
Il suo percorso lo ha preparato a questo ruolo. Con Borussia Dortmund e Aston Villa ha giocato anche da seconda punta e trequartista, affinando la capacità di legare il gioco e dialogare tra le linee. A Roma, però, il suo destino è chiaro: centravanti puro, come lo vuole Gian Piero Gasperini. È lì che rende al massimo, è lì che può incidere davvero.
«Con lui dall’inizio del campionato avremmo probabilmente qualche punto in più», ha ammesso lo stesso Gasperini. Una frase che racconta meglio di qualsiasi statistica il peso specifico dell’olandese. E già domenica, contro la Cremonese, avrà l’occasione di aggiornare il bottino e continuare la rincorsa personale.
Se riuscirà a fare meglio di Batistuta, allora non sarà solo un confronto suggestivo. Sarà la consacrazione definitiva. Significherebbe entrare davvero nella storia giallorossa. E magari trascinare la Roma verso quell’obiettivo chiamato Champions League, che oggi appare più vicino anche grazie ai suoi gol.
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