Allarme a centrocampo: Pellegrini ha la febbre

Lorenzo Pellegrini

(Il Messaggero – U. Trani) Cambia il mese, da settembre a ottobre, e anche il turnover. Almeno nelle proporzioni. Ma non c’è da stupirsi: stavolta i giocatori, con la raffica di infortuni muscolari che ha colpito la rosa, sono davvero contati. Domani a San Siro, nello scontro diretto con il Milan, Di Francesco non dovrebbe cambiare mezza squadra come ha fatto nelle ultime tre partite di campionato contro il Verona, il Benevento e l’Udinese e mercoledì in Champions contro il Qarabag: sempre 5 innesti da un match all’altro, per una rotazione extra large che ha portato 4 successi e 12 gol (media di 3 a partita), senza dunque frenare la crescita della Roma, spesso convincente e spigliata anche nel gioco (solo a Baku è stata intermittente: positivo comunque l’approccio).

ROSA DEPOTENZIATA – Ecco perché Eusebio non rinuncerà al turnover, usato per far fronte agli impegni ravvicinati. In piena full immersion la Roma deve contare su interpreti freschi. Senza ritmo, l’idea di calcio dell’allenatore non è più praticabile. Si è visto quando, contro il Qarabag, è diminuito il pressing. Contro il Milan, possibili quattro cambi: dentro Fazio, Strootman, De Rossi e Florenzi (oggi aspetta la chiamata di Ventura per le gare dell’Italia contro la Macedonia e l’Albania) rispettivamente al posto di Jesus, Pellegrini, Gonalons e Defrel. La scelta, per questa trasferta, è ridotta. A Emerson, Karsdorp, Nura, Schick, si sono aggiunti, dopo il viaggio in Azerbaigian, anche Perotti e Defrel: 6 gli indisponibili. Più Pellegrini, tornato da Baku con la febbre, in dubbio. L’obiettivo è recuperarlo per la panchina (ieri sera l’influenzale non era stata ancora debellata). Ma è soprattutto l’attacco a essere dimezzato: out 3 punte su 6. Se Schick finora si è visto solo per 15 minuti contro il Verona, nelle 8 partite stagionali sia Perotti (5 volte) che Defrel (4) sono stati spesso titolari. Solo in un match nessuno dei due è entrato. Subito dopo il pari in Champions con l’Atletico, quando Di Francesco, il 16 settembre contro il Verona, ha deciso di dar via alla rotazione.

PRECEDENTE CURIOSO – In quella partita Florenzi giocò la sua prima gara da titolare. Da terzino. Ruolo che ha avuto anche nell’altra partita in cui è partito dall’inizio, sabato scorso contro l’Udinese. A Milano, con Peres confermato in difesa, dovrebbe invece cominciare davanti (come nel quarto d’ora finale a Benevento e per mezz’ora a Baku). Ma, proprio contro il Verona, per dieci-undicesimi la Roma è stata uguale a quella che dovrebbe affrontare domani il Milan. A destra giocò Under, con Florenzi terzino, soluzione da non scartare a priori. Il ct Martinez, intanto, non perdona Nainggolan: niente convocazione con il Belgio per le gare contro la Bosnia e Cipro.

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