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Gasperini e la filosofia delle coppe: perché la Roma migliora giocando ogni tre giorni
Nel dibattito ormai logoro tra “giochisti” e “risultatisti”, esistono sfumature che raccontano molto di più di un allenatore. Una di queste definisce chiaramente Gian Piero Gasperini: la convinzione che una squadra cresca giocando il più possibile, senza temere il doppio impegno. «Siamo migliorati giocando, non vedendo gli altri», ha ripetuto più volte il tecnico, ribadendo un concetto che non ha mai modificato. Per Gasperini il ritmo partita non è un problema, ma una risorsa: la competizione continua diventa allenamento, banco di prova, occasione di crescita.
I numeri stagionali sembrano sostenerlo. La Roma ha disputato nove partite nelle coppe, tra impegni europei e Coppa Italia, e raramente ha sofferto la fatica del calendario fitto. Il bilancio parla di sei vittorie, un pareggio di prestigio contro il Milan e due sconfitte contro Napoli e Udinese. Dati che raccontano una squadra capace di mantenere intensità e concentrazione anche con partite ravvicinate, trovando spesso proprio nel ritmo serrato la propria dimensione migliore.
Paradossalmente, le difficoltà maggiori sono emerse con la cosiddetta “settimana lunga”. Ben sei sconfitte sono arrivate senza impegni infrasettimanali, due addirittura dopo la pausa per le nazionali contro Torino e Inter. Un dettaglio che rafforza l’idea dell’allenatore: fermarsi troppo può abbassare la tensione competitiva, mentre giocare con continuità mantiene vivo il livello di attenzione.
Il punto conquistato contro il Panathinaikos ha consentito alla Roma di evitare gli spareggi europei, permettendo alla squadra di restare a casa mentre altre volavano in trasferta. Una buona notizia sotto il profilo logistico, ma quasi un controsenso rispetto alla filosofia di Gasperini, che preferisce avere partite da disputare piuttosto che osservare gli altri.
Alla base della sua visione c’è un principio semplice ma radicale: per diventare una macchina perfetta servono più gare possibili. Solo attraverso la continuità agonistica si costruiscono automatismi, fiducia e solidità mentale. La Roma, finora, sembra aver interiorizzato questo concetto: il doppio impegno non è stato un peso, ma un alleato. E finché i risultati continueranno a confermare questa tendenza, la linea di Gasperini resterà chiara e coerente: si cresce giocando, non aspettando.
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