La scossa non è arrivata. E adesso il tempo delle attenuanti sembra finito. In casa Roma il momento di Lorenzo Pellegrini è diventato un caso, tecnico prima ancora che mediatico. Nelle ultime uscite contro Torino, Panathinaikos e Udinese, partite tutt’altro che proibitive, il contributo del numero 7 è stato al di sotto delle aspettative.
A salvarlo, finora, resta soltanto il rigore perfetto realizzato contro il Milan, ma un episodio isolato non può bastare per un giocatore chiamato a essere guida tecnica e caratteriale. Da lui ci si aspetta la scintilla nei momenti complicati, non una presenza intermittente.
Anche le scelte di Gian Piero Gasperini raccontano molto. L’allenatore, spesso costretto a schierarlo per mancanza di alternative, lo ha quasi sempre tolto intorno all’ora di gioco. Un segnale chiaro: la condizione non convince e l’impatto sulla partita cala troppo presto. Così, tra social e radio, il malcontento dei tifosi è tornato a farsi sentire, con critiche sempre più frequenti e perfino saluti anticipati.
I numeri, del resto, non aiutano. Un solo gol su azione in campionato, zero assist e appena una gara disputata per intero. Statistiche che non rispecchiano né il valore del giocatore né il peso del suo contratto. Per uno che guadagna cifre importanti e che fino a poco tempo fa portava la fascia da capitano, è troppo poco.
Gli alibi iniziali – condizione fisica non ottimale, ruolo adattato, problemi muscolari – non reggono più. La Roma ha bisogno di continuità e personalità adesso, non di giustificazioni.
Sul futuro, poi, le nubi sono ancora più fitte. Pellegrini era già stato vicino alla cessione in estate e a gennaio l’ennesimo stop fisico ha raffreddato ogni scenario di mercato. Il contratto, però, scade a giugno e il rinnovo appare tutt’altro che scontato. L’incontro tra società ed entourage difficilmente porterà alla fumata bianca, nonostante la disponibilità del giocatore a ridursi sensibilmente l’ingaggio pur di restare.
La sensazione, sempre più diffusa, è che il ciclo stia arrivando al capolinea. Dopo anni da simbolo e leader, potrebbe essere arrivato il momento dei saluti. Per Pellegrini e per la Roma, forse, una separazione sarebbe l’inizio di una nuova fase. Il campo dirà se c’è ancora spazio per una rinascita. Ma il tempo stringe. E la pazienza pure.
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