Campionato
Roma, nasce il “Mago Gasp”: il murale, le esultanze e la formula segreta che sta trasformando la squadra
AS ROMA NEWS CREMONESE GASPERINI – A Roma ormai la domanda è una soltanto: Gian Piero Gasperini ha davvero trovato la formula magica per far vivere alla squadra un campionato da protagonista? Nessuno può dirlo prima della fine della stagione, ma una cosa è certa: il tecnico è già diventato un simbolo, un personaggio quasi mitologico per i tifosi giallorossi. E non è un caso che in città sia apparso un murale che lo ritrae con cappello da stregone, intento a mescolare una pozione in un grande pentolone. Un’immagine che ha fatto il giro dei social e che lo stesso Gasp ha commentato con ironia: «Sembro un po’ Mago Merlino e un po’ la Befana… ma gli ingredienti cuore, sudore e grinta sono quelli giusti».
Lo spirito, però, è tutto lì: Gasperini ha ridato entusiasmo, identità e motivi per sorridere a un ambiente intero. E allo Zini contro la Cremonese si è vista la versione più intensa, passionale e “indemoniata” del nuovo “Mago Gasp”. Nel finale del primo tempo il tecnico è esploso contro una direzione arbitrale confusa, protestando duramente per il rigore (poi revocato) assegnato ai grigiorossi. La tensione è salita ancora di più a inizio ripresa, quando l’arbitro lo ha espulso per proteste: una decisione che Gasperini ha accolto con incredulità e rabbia, soprattutto nei confronti del quarto uomo.
Ma la magia non si è fermata lì. Lontano dal campo, in tribuna, Gasp ha vissuto la partita con il cuore in mano, e al gol di Evan Ferguson — il primo in maglia Roma dell’attaccante irlandese — si è lasciato andare a una esultanza liberatoria, quasi da tifoso. Mani sulla balaustra, occhi sbarrati, la gioia di chi sente di essere dentro un progetto vivo e vibrante.
Eppure, nel post-partita è tornato il Gasperini che piace alla Roma: pacato, lucido, consapevole. Un allenatore che ha capito perfettamente il momento e la dimensione che la sua squadra sta raggiungendo. Parlare di “incantesimi” forse è prematuro, ma ciò che sta costruendo è reale: gioco, personalità, continuità e un gruppo che lo segue con convinzione assoluta.
La città lo acclama, i risultati gli danno ragione e la squadra vola in vetta. Se sia magia o semplicemente buon calcio, lo dirà il tempo. Ma oggi, a Roma, il “Mago Gasp” è più reale che mai.
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