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Inter-Juve, minacce a La Penna dopo l’espulsione di Kalulu: denuncia alla Polizia Postale e stop in Serie A
Non si placano le polemiche dopo Inter-Juve, una sfida che continua a far discutere per l’espulsione di Pierre Kalulu, decisione arbitrale duramente contestata dall’ambiente bianconero al termine del match di San Siro. Ma nelle ultime ore la vicenda ha assunto contorni ben più gravi, travalicando il terreno sportivo.
L’arbitro Federico La Penna ha infatti presentato una denuncia alla Polizia Postale in seguito agli insulti e alle minacce di morte ricevute sui social network. Un’escalation preoccupante, fatta di messaggi offensivi e intimidazioni, ora al vaglio della Procura di Roma. Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto e individuare eventuali responsabili.
La situazione è stata ritenuta talmente delicata che le forze dell’ordine hanno suggerito al direttore di gara di limitare temporaneamente le uscite e restare in casa per ragioni di sicurezza. Un episodio che riaccende i riflettori sul clima sempre più teso attorno alle decisioni arbitrali e sul ruolo dei social nel moltiplicare tensioni e attacchi personali.
Sul piano sportivo, l’errore – ammesso come tale in diversi ambienti – ha avuto un contraccolpo immediato. La Penna non sarà designato in Serie A per circa un mese. Una scelta che non viene letta come una sanzione punitiva, quanto piuttosto come un periodo di decompressione necessario per consentire all’arbitro romano di ritrovare serenità.
Il designatore Gianluca Rocchi ha già contattato La Penna per esprimergli vicinanza e sostegno. Il rientro avverrà con gradualità: inizialmente come quarto uomo, poi in sala VAR, successivamente con una designazione in Serie B prima di tornare, eventualmente, nel massimo campionato. Rocchi, che non ama fermare a lungo i propri arbitri – soprattutto considerando che nel mondo del calcio giocatori e dirigenti tornano subito in campo dopo un errore – ha optato per una gestione attenta e progressiva.
Anche la Lega Serie A è intervenuta nel dibattito, sottolineando la necessità di ristabilire un clima più costruttivo attorno alla classe arbitrale. Il 23 marzo è in programma un incontro tra arbitri e allenatori, appuntamento atteso dopo settimane di tensioni e incomprensioni. Sul tavolo ci saranno temi delicati: sanzioni più severe per i simulatori, limiti più chiari alle proteste dei dirigenti e una comunicazione più trasparente sulle decisioni arbitrali.
In particolare, diverse società avrebbero giudicato eccessive alcune dichiarazioni pubbliche dell’amministratore delegato juventino Damien Comolli nel post-partita, ritenendo che certe prese di posizione possano alimentare ulteriormente un clima già infuocato.
La vicenda di Inter-Juve, dunque, non è solo una questione di moviola. È diventata il simbolo di un sistema che fatica a gestire l’errore e che deve trovare strumenti più efficaci per proteggere i suoi protagonisti. Perché il dissenso sportivo è legittimo. Le minacce, no.
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