Editoriale
Gasperini ha parlato chiaro: il mercato non convince e chi non lo capisce finge di non sentire
Dunque? I “cazzari” saremmo noi? Saremmo noi quelli che vogliono destabilizzare l’ambiente, o semplicemente quelli che raccontano la verità, anche quando fa male? Ditecelo voi. Perché ogni volta che riportiamo notizie sull’umore di Gian Piero Gasperini, puntualmente si scatena la pletora dei terrapiattisti del pallone, quelli che non ci credono, che insultano, che negano l’evidenza. Il conto, prima o poi, arriverà. E sarà salato. Ma questo è un altro discorso.
Restiamo ai fatti. Alle parole. Analizziamo cosa ha detto Gasperini dopo Roma–Torino, senza filtri e senza paraocchi. È contento del mercato? No. Almeno, a noi non sembra affatto. “Se l’obiettivo è valorizzare i ragazzi va bene, basta che sia chiaro e facciamo giocare anche i 16enni e i Primavera”
Questa frase non è un complimento. È un messaggio chiarissimo, quasi brutale. Gasperini non sta esaltando una strategia, sta chiedendo coerenza. Sta dicendo: decidete cosa volete fare, perché se il progetto è questo allora tanto vale buttarli dentro tutti, anche i sedicenni.
E poi aggiunge: “Se mi aspettavo di più in attacco a metà gennaio? Forse più a luglio e agosto. A gennaio è più difficile. A luglio e agosto sicuramente sì…”
Anche qui: parole inequivocabili. Altro che mercato soddisfacente. Gasperini sta dicendo che l’attacco andava sistemato prima, non rattoppato adesso, e che le responsabilità non sono di gennaio ma di una programmazione che non c’è stata.
Eppure c’è ancora chi finge di non capire. Chi preferisce dare retta a Mortimer, ai suoi amichetti e al pugile suonato, piuttosto che ascoltare l’allenatore della Roma. Fate pure. Noi no.
Noi andiamo avanti per la nostra strada. Continueremo a raccontare quello che vediamo e sentiamo, anche quando dà fastidio. Continueremo a combattere questo sistema, fatto di minimizzazioni, bugie comode e narrazioni tossiche. La Roma deve vincere. Non deve fare figure di melma come quella vista ieri sera.
Sì, contenti per Antonio Arena. È giusto esserlo. Ma davvero pensiamo che la Roma possa reggersi giocando con i sedicenni perché il mercato non ha consegnato alternative? Gasperini ha ragione. E chi lo critica, oggi, non è della Roma.
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