Notizie
Roma, nasce “San Piero Gasperini”: murale, entusiasmo e numeri da big d’Europa. E ora Dybala e Bailey puntano il Napoli
AS ROMA NEWS GASPERINI – A Roma la fantasia non manca mai, soprattutto quando la squadra guarda tutti dall’alto. E così è nato l’ennesimo tributo al nuovo idolo giallorosso: un murale da stregone dedicato a Gian Piero Gasperini e un appellativo che già impazza sui social, “San Piero Gasperini”. La città si sta lasciando trascinare da un’ondata di entusiasmo che ha nel tecnico il suo artefice principale, il condottiero di una rivoluzione silenziosa ma potentissima.
Il rosso rimediato a Cremona — giudicato esagerato — potrebbe costargli due giornate di squalifica, ma Gasperini non si nasconde più: «Il terzo gol di Wesley è stata una svolta. Ora abbiamo più sicurezza anche in fase offensiva», ha dichiarato. Un’affermazione che trova riscontro nei numeri impressionanti di questo primo terzo di stagione.
La Roma è infatti, insieme all’Arsenal, la miglior difesa d’Europa, una statistica che fotografa la solidità strutturale del gruppo. Ma non c’è più solo la fase difensiva: anche l’attacco sta decollando. Con 9 gol nelle ultime 5 gare, la squadra viaggia a una media quasi doppia rispetto all’inizio campionato (11 reti nelle prime 11 partite). Segno evidente di una squadra che cresce, si trasforma, matura.
Le buone notizie non finiscono qui. Ieri Paulo Dybala si è allenato parzialmente in gruppo e punta con decisione la sfida contro il Napoli, così come Leon Bailey, che vuole esserci dopo lo stop delle ultime settimane. Ma ciò che alimenta maggiormente la fiducia dei tifosi è la personalità collettiva che la Roma ha sviluppato: più corsa, più coraggio, più intensità, più carattere.
È una svolta che si muove su tre direttrici. La prima riguarda il fattore mentale: questa Roma segue il suo allenatore in ogni dettaglio, e non è un caso che stiano esplodendo giocatori come Mancini, Svilar, Wesley, Koné e Soulé, oltre alla rinascita di elementi come Celik, Cristante, Hermoso e Pellegrini, trasformati dal nuovo contesto.
Poi c’è l’aspetto atletico: la Roma corre per 90 minuti, e quando gli avversari calano, i giallorossi accelerano. Il lavoro del preparatore Borelli è stato calibrato per far raggiungere alla squadra il picco di forma tra novembre e febbraio. E, come cantava Ligabue, “il meglio deve ancora venire”.
Infine, c’è la dimensione tattica. Dopo quattro mesi di lavoro, la Roma ha interiorizzato alla perfezione il gioco di Gasperini, migliorando partita dopo partita ma mantenendo allo stesso tempo alcuni parametri difensivi ereditati dalle gestioni Mourinho e Ranieri. Il risultato è una squadra ibrida, completa, solida e capace di esprimere un calcio riconoscibile.
Lo conferma anche Gianluca Mancini, premiato ieri alla 42ª edizione del Beppe Viola: «Se siamo a questo punto è perché lo meritiamo. Ce le sudiamo le partite. Roma–Napoli sfida scudetto? È presto per dirlo, c’è ancora tanta strada».
Forse è presto, sì. Ma intanto Roma si gode il suo “San Piero Gasperini”, una squadra che vola e una città che sogna. E domenica, all’Olimpico, arriva il Napoli: un’altra tappa decisiva di un cammino che assomiglia sempre più a una scalata.
FOTO: Credits by Shutterstock.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

