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Roma tra Juventus e Zirkzee: Champions sul campo, svolta decisiva sul mercato

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Due settimane che valgono una stagione. Per la Roma sono giorni da Champions, con lo sguardo fisso su Torino e su Joshua Zirkzee. Campo e mercato viaggiano paralleli, si sfiorano, quasi si sovrappongono. Perché le ambizioni si misurano dentro il rettangolo verde, ma si costruiscono anche fuori. E mai come adesso i due piani sono così strettamente connessi.

Sabato contro la Juventus c’è qualcosa che assomiglia molto a un match point europeo. Con il +4 in classifica, una vittoria permetterebbe alla squadra di Gian Piero Gasperini di volare a +7, scavando un solco non solo numerico ma anche psicologico sulle dirette concorrenti. Se quella col Como era stata “un mattoncino” per l’Europa, quella dell’Allianz Stadium può diventare un vero pezzo di muro.

In parallelo, però, scorrono le due settimane che portano a Zirkzee. Devono portare all’olandese, come tempistica e come scelta strategica. Altrimenti, la Roma è pronta a cambiare strada. È questo il senso delle parole pronunciate da Gasperini dopo il successo sull’Olimpico: “Massara conosce benissimo il mio pensiero e si farà trovare pronto sul mercato. La Roma così è forte, perché questo dice la classifica, ma non può smettere di guardarsi intorno”. E ancora, sul quarto posto: “Certo che sarebbe un grande risultato, ma non firmo mai. Perché al meglio e al peggio non c’è limite”.

Dietro queste frasi c’è una convinzione chiara: alzare sempre l’asticella. Gasperini e Frederic Massara sono perfettamente allineati sul dossier Zirkzee. Non ci sono distanze, né tecniche né strategiche. I Friedkin hanno dato il via libera a un investimento importante, segnale di fiducia totale nel lavoro in corso e negli obiettivi raggiungibili. Per l’attaccante del Manchester United serviranno 35-40 milioni di euro: un’operazione strutturale, non da mordi e fuggi, che non può che essere condivisa a tutti i livelli.

C’è poi il nodo dei tempi. Il club inglese preferirebbe una cessione dopo la Coppa d’Africa, una tempistica che non entusiasma ma che viene accettata a una condizione precisa: chiudere positivamente l’accordo già all’apertura del mercato, il 2 gennaio. Di fatto, tra due settimane. Ecco perché i contatti tra Roma e United sono intensi e destinati a proseguire senza sosta. Se però l’affare non dovesse sbloccarsi subito, la linea è chiara e condivisa: si cambia obiettivo.

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Le alternative sono già pronte. L’idea è quella di due attaccanti invece di uno: Giacomo Raspadori come seconda punta e Yuri Alberto come riferimento offensivo. Resta viva anche la pista Gudmundsson, destinato a lasciare la Fiorentina. E attenzione all’ipotesi delle ultime ore: uno scambio con l’Everton, altro club della galassia Friedkin, tra Dovbyk e Beto, con doppia cessione a titolo definitivo.

Sono giorni caldi per Massara, caldissimi per la Roma. Sabato a Torino, contro la Juve di Spalletti, Gasperini si gioca una carta pesantissima in ottica Champions. È vero che negli scontri diretti scudetto con Inter, Milan e Napoli sono arrivati dei ko, ma è altrettanto evidente come contro le rivali Champions la Roma non abbia sbagliato un colpo, tra Bologna e Como.

Gasperini sa come si fa. E non ha paura di alimentare l’entusiasmo con quel suo “io non firmo mai”. Non è arroganza, è ambizione. E oggi, a Trigoria, è diventata un valore aggiunto.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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