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Roma 2025 da incorniciare: l’eredità di Ranieri, il marchio di Gasperini e un futuro da grande

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L’ha iniziato Claudio Ranieri, lo sta portando a compimento Gian Piero Gasperini. Il 2025 della Roma è di quelli che restano, anche senza trofei in bacheca. Con la vittoria contro il Como, i giallorossi sono tornati in testa alla classifica dell’anno solare con 76 punti, due in più dell’Inter e quattro sul Napoli. Numeri che raccontano una crescita poderosa, soprattutto se messi in prospettiva.

Basta guardare indietro di dodici mesi per capire la portata del cambiamento: nelle prime 14 giornate della scorsa stagione la Roma aveva raccolto appena 16 punti ed era a sole due lunghezze dalla zona retrocessione. Oggi i punti sono 30, la classifica sorride e all’orizzonte ci sono due sfide simboliche contro Spalletti e De Rossi, ex dal peso specifico enorme, per chiudere l’anno in grande stile e respirare, perché no, aria di scudetto.

Ma oltre ai numeri – che raccontano anche di una difesa tra le migliori d’Europa – c’è soprattutto la crescita di un gioco riconoscibile. Contro il Como si sono visti chiaramente i tratti più “atalantini” della Roma di Gasperini: pressing a tutto campo, dominio negli uno contro uno, riempimento sistematico dell’area avversaria. Una squadra intensa, aggressiva, che controlla la partita anche quando vince di misura.

L’unico vero tassello mancante resta il gol con maggiore continuità, al netto del contributo di Matías Soulé. L’argentino, grazie all’assist per Wesley, ha raggiunto un traguardo prestigioso: è diventato il quinto giocatore nato dal 2003 a mettere insieme oltre 20 gol e più di 10 assist nei top 5 campionati europei. Un club esclusivo, condiviso con Musiala, Wahi, Bellingham e Wirtz. Numeri che certificano il suo peso specifico nel progetto.

Si attende però il salto definitivo della prima punta. Non a caso, un dato parla più di mille analisi tattiche: con Ferguson o Dovbyk in campo, la Roma ha ottenuto 8 vittorie su 9; con il falso nove, invece, sono arrivate 4 sconfitte in 6 partite. La presenza di un vero numero nove non fa bene solo all’attacco, ma a tutta la squadra, dando riferimenti, profondità e spazi per gli inserimenti.

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Anche per questo si è intensificato il pressing su Joshua Zirkzee, rimasto in panchina anche nell’ultimo turno di Premier League per scelta di Amorim. Sullo sfondo prende forma anche l’ipotesi di uno scambio Beto-Dovbyk con l’Everton, segnale di un mercato che si muove in modo coerente con le esigenze tecniche.

La Roma, oggi, è una squadra credibile. Ha identità, numeri e una direzione chiara. Ranieri ha rimesso in carreggiata il progetto, Gasperini gli ha dato anima e sistema. Il 2025 non assegnerà coppe, forse, ma ha già restituito qualcosa di altrettanto prezioso: la sensazione di essere tornati grandi.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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