Tutti per Malen, Malen per tutti. Se c’è un’immagine che racconta il momento della Roma, è proprio questa. Spirito di gruppo, sacrificio collettivo e un centravanti capace di trasformare ogni pallone in un pericolo. Le “paroline magiche” del calcio, stavolta, hanno un volto preciso: quello di Donyell Malen, il nove che ha restituito identità e concretezza all’attacco giallorosso.
Nella squadra di Gian Piero Gasperini il concetto è semplice: la squadra si stringe attorno al suo bomber, e lui ripaga tutti a suon di gol. A Trigoria lo chiamano “Don”, con quel rispetto riservato ai veri lupi d’area. E l’olandese, originario del Suriname, si è preso Roma con la naturalezza dei grandi centravanti, spazzando via dubbi e concorrenza.
Dopo mesi di esperimenti – tra Dovbyk, Ferguson e soluzioni da falso nove – finalmente l’attacco ha trovato un padrone. I numeri parlano chiaro: 3 reti nelle prime 4 partite da titolare in Serie A, un impatto immediato che lo proietta accanto a un nome leggendario come Gabriel Omar Batistuta e davanti, per rendimento iniziale, a bomber del calibro di Romelu Lukaku, Edin Dzeko, Vincenzo Montella, Abel Balbo e Roberto Pruzzo. Nomi che a Roma sono storia, non semplici statistiche.
Ma non è solo una questione di cifre. Malen convince per movimenti in profondità, ossessione per il tiro, freddezza sotto porta. Attacca lo spazio prima degli altri, disorienta le difese, vive per la conclusione. Contro il Cagliari ha dato un saggio del repertorio: scatti, smarcamenti, rapacità. Il secondo gol, da vero rapinatore d’area, è il manifesto del suo modo di intendere il ruolo.
Adesso l’olandese chiama a raccolta i compagni. Il prossimo snodo è il big match contro il Napoli, dove Gasperini spera di ritrovare anche Paulo Dybala per formare il tridente migliore insieme a Matías Soulé. Un attacco a trazione Malen, con lui terminale principale e riferimento costante.
Intanto, mentre nella Capitale cresce l’entusiasmo, in Inghilterra c’è chi mastica amaro. All’Aston Villa i tifosi rimpiangono la sua partenza e criticano il ritorno di Bailey. Segno che l’impatto dell’olandese non è passato inosservato.
Il futuro sembra già scritto. Malen è arrivato con prestito oneroso da 2 milioni e diritto di riscatto fissato a 25, che diventerà di fatto obbligo al raggiungimento degli obiettivi europei e di un certo numero di presenze. Condizioni che, vista la centralità nel progetto, appaiono quasi una formalità.
Silenzioso, concreto, decisivo. Malen non parla molto, ma lascia parlare il campo. E a Roma, quando i gol fanno rumore, basta quello per diventare un punto di riferimento. La corsa Champions passa dai suoi piedi. E il “Don” ha già fatto capire che non intende fermarsi.
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