Fa quasi effetto vedere Gian Piero Gasperini sorridere mentre parla di Frederic Massara. Fino a poche settimane fa il mercato era terreno di tensioni, richieste pubbliche, pressioni continue. Oggi, invece, il clima è diverso: la sessione è chiusa, le scelte sono state fatte e il campo sta iniziando a dare risposte.
Senza stilare classifiche su chi sia stato “l’acquisto di Gasp” o “l’uomo di Massara”, esercizio sterile e poco utile, una certezza c’è: quasi tutti i rinforzi arrivati tra estate e inverno hanno senso sia per il presente sia per il futuro. Non è una Roma costruita solo per domani, ma nemmeno una squadra all-in esclusivamente sull’oggi. È un progetto che viaggia su due binari paralleli.
Ed è proprio qui che emerge la figura dell’allenatore. La Roma oggi ha il volto e il carattere del suo tecnico: aggressiva, diretta, a tratti ruvida, sempre sincera. Una squadra che non fa calcoli, che può essere splendida – come contro il Milan – oppure smarrirsi improvvisamente, come successo a Udine contro l’Udinese. Otto sconfitte in campionato lo dimostrano: i passaggi a vuoto non sono mancati. Ma la crescita è evidente.
Le lamentele iniziali di Gasperini, spesso muscolari e sopra le righe, hanno creato qualche frizione interna. Eppure, col tempo, si sono rivelate parte del metodo: alzare l’asticella, pretendere di più, spingere tutti a migliorare. E i giocatori hanno risposto. Merito loro, certo, ma anche di chi li ha scelti e messi nelle condizioni di rendere.
Ora il salto di qualità si vede soprattutto davanti. L’arrivo di Donyell Malen ha cambiato le prospettive dell’attacco: movimenti, profondità, gol e presenza costante in area. Un riferimento vero che mancava e che ha spostato equilibri e convinzioni. Con lui la Roma è diventata stabilmente pericolosa.
Gasp aspetta anche il pieno recupero di Paulo Dybala, una condizione migliore per Soulé e Pellegrini e il rientro di Koné. Tasselli che possono alzare ulteriormente il livello di una squadra già più matura rispetto a qualche mese fa.
La domanda adesso è semplice: questa Roma può giocarsela alla pari con le big? Con Napoli e Juventus? Fino a poco tempo fa la risposta era incerta. Oggi, invece, è molto più netta: sì.
Perché la Roma di Gasperini, con tutti i suoi difetti, è diventata dura, compatta, resistente alle difficoltà. Una squadra che lotta, che non si snatura e che ha finalmente trovato un’identità precisa. Nel bene e nel male, questa è la Roma di Gasp. E adesso fa meno paura guardare avanti.
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