Il paragone lo ha lanciato direttamente Gian Piero Gasperini, con il sorriso di chi sa di aver acceso una miccia destinata a far discutere: “Malen? Mi ricorda Vialli”. Una frase che, nel post-partita, ha spalancato il dibattito tra radio, social e bar sport della Capitale.
Ma quale Gianluca Vialli? Quello rapido e scattante dei tempi di Cremonese e Sampdoria o la versione più potente e dominante dell’epoca juventina? Il confronto resta aperto, ma una certezza c’è: la Roma ha finalmente trovato il centravanti che cercava.
C’è chi ha evocato Thierry Henry per eleganza e progressione, chi ha rivisto le movenze di Luis Muriel, altri ancora la capacità di attaccare il fuorigioco di Filippo Inzaghi. Suggestioni, certo. Ma dietro i paragoni c’è un dato molto concreto: Donyell Malen sta cambiando il volto dell’attacco giallorosso.
Sono ormai alle spalle i mesi degli esperimenti forzati, con Paulo Dybala o Baldanzi adattati da falsi nove, oppure con Dovbyk e Ferguson generosi ma poco funzionali alle idee del tecnico. Con Malen, invece, il disegno tattico combacia alla perfezione.
A Trigoria lo chiamano “Donny”, e non è solo un soprannome affettuoso. È il simbolo di una presenza costante, di una minaccia continua. Perché Malen non aspetta mai il pallone: si muove, taglia, viene incontro, scatta in profondità, detta il passaggio. Gioca sempre in anticipo sul difensore, attacca lo spazio con potenza e soprattutto conclude. Tira. Sempre. Con fame da centravanti vero.
È questo che piace a Gasperini: un attaccante che non dà riferimenti, che non resta spalle alla porta, ma che lavora sui tagli e sulla velocità, rendendo ogni pallone potenzialmente letale. Una mentalità da bomber d’altri tempi, ma con meccanismi moderni.
E poi c’è l’aspetto che può fare davvero la differenza: l’intesa con Dybala. Già intravista al debutto dell’olandese, quando i due hanno iniziato subito a cercarsi e parlarsi calcisticamente. Stessa visione, stessa sensibilità tecnica. Il recupero dell’argentino, in quest’ottica, può rappresentare l’acceleratore definitivo per il salto di qualità offensivo.
Se la difesa continuerà a garantire solidità, il vero upgrade passerà da lì davanti. Dalla coppia Malen-Dybala, dall’attacco alla profondità, dalla capacità di trasformare occasioni in gol. I paragoni restano un gioco. Ma una cosa è chiara: la Roma ha trovato il suo numero nove. E con un centravanti così, l’assalto alle grandi non è più un’utopia, ma un obiettivo concreto.
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