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Roma, la linea verde di Gasperini funziona: da Ziolkowski a El Aynaoui, i giovani ora fanno la differenza

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Ci è voluto tempo. Tempo e pazienza, due parole che nel calcio moderno sembrano quasi fuori moda. Sei mesi di attesa, di critiche, di domande ripetute come un mantra: i giovani non giocano, i giovani non crescono. Ma come possono crescere senza minuti? Eppure, a Trigoria, qualcosa stava già cambiando sottotraccia.

Il lavoro quotidiano di Gian Piero Gasperini ha lentamente rimodellato il gruppo. Prima la diffidenza, poi l’osservazione, infine la fiducia. Perché il tecnico non regala nulla, ma quando vede applicazione e fame non si tira indietro. E così, uno dopo l’altro, i ragazzi hanno iniziato a guadagnarsi spazio.

La corsa è partita per tutti, anche per chi sembrava più indietro nelle gerarchie come Jan Ziolkowski. Ad Atene si è reinventato centravanti per necessità e spirito di sacrificio, trovando addirittura il gol decisivo. Un segnale forte, più mentale che tecnico. E pensare che nei mesi scorsi aveva alternato buone giocate a errori ingenui, scivolate pericolose, letture ancora acerbe. Tre cose giuste e una sbagliata, questa la sua media. Oggi, invece, la sua carriera giallorossa sta prendendo forma con maggiore continuità e maturità.

Accanto a lui cresce anche El Aynaoui, forse il simbolo più evidente di questa trasformazione. Ad Atene ha corso per novanta minuti, pressando, recuperando palloni, costruendo gioco. Un moto perpetuo, prezioso soprattutto ora che l’assenza di Koné obbliga qualcuno a caricarsi il centrocampo sulle spalle. È stato il primo su cui la dirigenza ha creduto davvero, e i fatti stanno dando ragione a quella scelta.

Alla fine, anche il lavoro di Frederic Massara merita una rilettura meno superficiale. Spesso criticato per lentezza o presunta indecisione sul mercato, il direttore sportivo ha comunque portato a casa profili giovani che oggi stanno aumentando il proprio valore tecnico ed economico settimana dopo settimana. Gli investimenti parlano chiaro: 6 milioni più bonus per Ziolkowski, oltre 11 per Ghilardi, 24 per El Aynaoui. Cifre importanti, ma che iniziano a sembrare sempre più giustificate.

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Diverso il discorso per i prestiti, dove le cose non sono andate come sperato. Alcune scommesse non hanno inciso, altre sono già rientrate alla base, segno che non tutte le operazioni riescono allo stesso modo. Ma la base costruita con i giovani resta solida.

La sensazione è che la Roma stia finalmente trovando una nuova identità: meno nomi altisonanti e più ragazzi affamati, plasmati dal lavoro quotidiano. Gasperini lo aveva detto fin dall’inizio: servono pazienza e dedizione. Oggi, sei mesi dopo, i risultati iniziano a vedersi. E la linea verde non è più un’idea, ma una realtà concreta.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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