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Roma, emergenza infortuni: 111 partite saltate e vertice a Trigoria sulla gestione dei recuperi
Centoundici. È questo il numero che racconta meglio di qualsiasi analisi la stagione della Roma. 111 partite saltate per infortunio dai giocatori giallorossi nelle prime 34 gare ufficiali tra campionato e coppe. Una cifra pesante, che fotografa un’annata vissuta costantemente in equilibrio tra emergenza e adattamento.
Gian Piero Gasperini convive con questo scenario da mesi. Non si tratta di un’ecatombe come quella che ha colpito altre squadre – il Napoli su tutte – ma di una sequenza di stop concentrati in reparti chiave. In particolare l’attacco, dove le assenze hanno costretto il tecnico a reinventare assetti, rotazioni e soluzioni d’emergenza.
Proprio per affrontare il problema in modo strutturale, nelle scorse ore a Trigoria si è tenuto un vertice interno dedicato esclusivamente alla gestione fisica della rosa. Al centro del confronto, il tema dei carichi di lavoro, dei tempi di recupero e delle scelte prudenziali che stanno accompagnando il rientro dei giocatori.
Emblematico il cosiddetto “caso Koné”. Il centrocampista francese, assente al Maradona, il giorno successivo si è allenato regolarmente con il gruppo, mostrando buone sensazioni. Una dinamica che inevitabilmente solleva interrogativi: se lunedì era in grado di lavorare con i compagni, domenica sera non avrebbe potuto dare almeno un contributo negli ultimi venti minuti contro il Napoli?
Domande legittime, che però si scontrano con una linea chiara adottata dallo staff medico: evitare ricadute in una fase cruciale della stagione. Meglio rinunciare a qualche minuto nell’immediato che rischiare di perdere un titolare per settimane. Una filosofia prudente, che può sembrare eccessiva nell’immediato ma che guarda alla tenuta complessiva del gruppo.
La Roma, intanto, continua a fare i conti con una stagione logorante dal punto di vista fisico. Il dato delle 111 assenze non è solo statistica: è il riflesso di una squadra costretta a rincorrere continuità mentre cerca di restare agganciata alla zona Champions. E in questo scenario, la gestione degli infortuni diventa quasi una partita nella partita.
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