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Mattia Righetti pubblica uno screenshot fake creato con l’AI dove annuncia il suicidio di Violi nel 2019: scatta la denuncia
Una nuova e grave vicenda di disinformazione colpisce il mondo dell’informazione sportiva e, in particolare, l’ambiente giallorosso. Nelle ultime ore è emerso un episodio che va ben oltre la polemica social e che rischia di avere pesanti conseguenze giudiziarie.
Secondo quanto ricostruito, Mattia Righetti, aspirante giornalista noto per collaborazioni con portali minori dedicati alla NFL, ha diffuso il 29 gennaio uno screenshot artefatto contenente un presunto articolo attribuito al direttore di Romagiallorossa.it.
Nel contenuto, completamente inventato, si annunciava addirittura un presunto suicidio datato 2019 di Marco Violi. Una notizia mai esistita, priva di qualsiasi fondamento e costruita – secondo quanto denunciato – tramite strumenti di intelligenza artificiale per simulare un articolo reale. Un falso clamoroso, tanto grave quanto pericoloso, che ha immediatamente allarmato lettori e addetti ai lavori.
La reazione legale
La risposta non si è fatta attendere. Marco Violi, insieme al proprio pool di avvocati, ha già predisposto un’integrazione di querela che verrà depositata nelle prossime ore presso la Procura della Repubblica di Roma. L’obiettivo è fare piena luce sulla vicenda e accertare eventuali responsabilità penali per diffamazione aggravata e produzione di contenuti falsi idonei a ledere reputazione e immagine personale e professionale. Perché qui non si parla di satira o di semplice provocazione: la diffusione di fake news costruite ad arte, soprattutto su temi delicati come la morte o il suicidio, rappresenta un fatto estremamente serio, con potenziali conseguenze civili e penali.
Un limite superato
Secondo l’entourage del direttore di Romagiallorossa.it, non si tratterebbe di una semplice “goliardia” social, ma di un attacco deliberato e sistematico. Chi pensa che creare screenshot falsi o articoli inventati possa rimanere impunito, rischia ora di confrontarsi con un’aula di tribunale. La legge, infatti, parla chiaro: la manipolazione dell’informazione e la diffusione consapevole di contenuti diffamatori costituiscono reato. Nel frattempo, dall’ambiente vicino a Violi filtra una linea netta: nessuna tolleranza verso chi prova a infangare anni di lavoro giornalistico e di credibilità costruita sul campo.
Tutela dell’immagine e risarcimento
Oltre al profilo penale, la vicenda potrebbe aprire anche la strada a una richiesta di risarcimento danni per la lesione dell’immagine professionale e personale. Romagiallorossa.it, che negli anni si è affermata come una delle realtà indipendenti più seguite dal pubblico romanista, ribadisce la volontà di difendere con fermezza il proprio nome e quello del suo direttore. La questione, dunque, si sposterà dalle polemiche social alle sedi competenti. E lì, tra atti e tribunali, saranno i fatti – e non i contenuti fake – a parlare.
IL POST DELLA VERGOGNA 
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