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Inchiesta Twitter calcio: chi è davvero Moussolinho? Dietro l’account si nasconde Cesare Di Mauro (LogikSEO) e una rete di centinaia di profili fake
Nel sottobosco di X, l’ex Twitter, esiste da anni una galassia parallela fatta di profili anonimi, meme, campagne coordinate e attacchi sistematici. Un ecosistema che ruota attorno al cosiddetto “Twitter Calcio”, e in particolare al segmento legato alla Roma.
Da tempo, diversi utenti denunciano l’esistenza di un gruppo organizzato di account dediti a diffamazione, molestie e manipolazione dell’informazione. Un sistema che – secondo il dossier analizzato in questa inchiesta – avrebbe un regista ben preciso: l’attuale @Moussolinho, che non sarebbe un semplice troll, ma l’evoluzione di un’identità già nota sulla piattaforma.
Moussolinho e il precedente @LogikSEO: la stessa regia
Il documento ricostruisce un filo logico preciso: l’account @LogikSEO, identificato come Cesare (Caesar) Di Mauro, e l’account @Moussolinho (in passato @cortomuso) compaiono ripetutamente nello stesso perimetro relazionale, con interazioni, contatti e collaborazioni comuni.
Nel dossier si legge chiaramente:
- “@LogikSEO individuato come Cesare (Caesar) Di Mauro”
- “@Moussolinho in precedenza @cortomuso”
- “Gli stessi account potrebbero gestire più account diversi tra i soggetti che ci molestano”
Non solo: viene riportata anche l’esistenza di archivi, canali Telegram, raccolte sistematiche di materiale e contenuti utilizzati per campagne mirate contro bersagli specifici. Un modus operandi che presuppone organizzazione, tempo e una struttura coordinata.
Una rete di account: “praticamente tutto il Twitter calcio”
L’ipotesi più pesante contenuta nel documento è quella di una gestione massiva di profili. Secondo le ricostruzioni, Di Mauro/LogikSEO sarebbe collegato a una rete di centinaia di account fake (si parla di circa 400 profili) utilizzati per:
- amplificare notizie non verificate
- rilanciare attacchi personali
- manipolare hashtag
- creare “linciaggi digitali”
- far sembrare spontanee campagne coordinate
In altre parole, una regia capace di orientare intere discussioni del “Roma Twitter” e più in generale del calcio social italiano. L’effetto è quello di una piazza apparentemente popolata da migliaia di voci diverse, ma che in realtà risponderebbe – in parte – a un’unica centrale operativa.
I collegamenti con il passato professionale
Il dossier non si limita ai nickname. Vengono elencati:
- email riconducibili a LogikSEO
- siti e profili social collegati
- vecchi progetti web (come Mondogoal)
- contatti con figure dell’ambiente comunicazione/marketing sportivo
E soprattutto numerosi post storici in cui @LogikSEO interagisce con dirigenti, professionisti e addetti ai lavori dell’ambiente Roma, a testimonianza di una presenza radicata nel settore digitale calcistico. Questo elemento rafforza la tesi di una figura non improvvisata, ma con competenze tecniche e relazioni utili a costruire e mantenere una rete così ampia.
Dal trolling alla disinformazione strutturata
L’aspetto più preoccupante che emerge dall’inchiesta è il salto di qualità: non più semplice satira o provocazione, ma operazioni che assumono i contorni della disinformazione organizzata.
Tra gli episodi citati:
- diffusione di fake news
- creazione di screenshot manipolati
- archivi personali usati per delegittimare bersagli
- campagne coordinate di dileggio e pressione psicologica
- utilizzo di più account per simulare consenso
Il tutto con un unico obiettivo: colpire reputazione, credibilità e vita privata dei soggetti presi di mira.
Chi è davvero Moussolinho?
La conclusione a cui porta il documento è netta: Moussolinho non sarebbe un personaggio autonomo, ma l’ennesimo alias riconducibile a Cesare Di Mauro, già noto come LogikSEO, con alle spalle una rete di account fake che coprirebbe una parte consistente del “Twitter calcio”.
Un sistema che trasformerebbe X in una macchina di amplificazione artificiale, dove pochi registi possono far sembrare virale qualsiasi contenuto.
Una questione che va oltre i social
Se confermate, queste ricostruzioni aprono interrogativi pesanti:
- quanto è autentico il dibattito online sul calcio?
- quanti “utenti” sono in realtà la stessa persona?
- quante campagne nascono spontaneamente e quante sono orchestrate?
Il confine tra trolling, diffamazione e condotte penalmente rilevanti diventa sottile. E quello che per molti appare solo “rumore social”, potrebbe invece essere il risultato di una vera e propria regia occulta. L’inchiesta resta aperta. Ma una cosa appare chiara: dietro l’avatar di Moussolinho, il volto sembrerebbe sempre lo stesso.
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