ROME, ITALY - FEBRUARY 07: AS Roma player Emerson Palmieri is challenged by ACF Fiorentina player Carlos Sanchez during the Serie A match between AS Roma and ACF Fiorentina at Stadio Olimpico on February 7, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

Emerson Palmieri, terzino sinistro della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni rispondendo alle domande dei tifosi giallorossi tramite Twitter:

Quale cosa ti ha colpito di Roma quando sei arrivato?
La città. E’ una città bella. La bellezza dei monumenti ma anche delle piccole cose, a volte cammini vedi piccoli ristoranti, entri e sono buonissimi!

Qual è la prima cosa che hai pensato quando hai saputo che avresti giocato con Totti?
Io sono fortunato. Quando non ero neanche nato lui aveva già fatto il suo esordio. Ho questa fortuna di giocare e di allenarmi con lui. Ringrazio Dio per questa opportunità.

Come mai hai scelto il 33?
Il 3 mi piace, sono nato il 3 agosto. Al Santos giocavo col 3, a Palermo con la 13. A Roma erano indisponibili.

Com’è giocare con Dzeko?
So che posso buttare la palla in area e lui sta lì per fare gol. Ci aiuta a tenere la palla. Mi ha sempre aiutato, è una grande persona e un grande giocato.

Come ti trovi a giocare con El Shaarawy?
Abbiamo un rapporto molto buono in campo. Anche lui vuole sempre puntare a fare le cose belle. Anche con Perotti, sono due fenomeni.

Con quale compagno hai legato di più?
Qui alla Roma c’è quasi una seconda famiglia. Sto sempre con Bruno Peres, Gerson, Jesus e Alisson. Con Bruno un po’ di più, abbiamo giocato insieme in Brasile.

Ora giocate insieme in Europa…
Abbiamo realizzato questo sogno.

Con chi dividi la tua stanza in trasferta?
Prima con Gerson, ora con Bruno Peres.

Il tuo idolo da bambino?
Tanti, ma soprattutto Ronaldo il fenomeno. Vederlo era sempre bellissimo.

Per quale squadra tifavi da piccolo?
Il Santos. Ho giocato nella squadra per cui tifavo, ho realizzato anche questo sogno.

Avevi altri sogni oltre a voler fare il calciatore?
Il mio sogno è sempre stato quello di giocare a calcio. A scuola non facevo quasi nulla, volevo solo giocare a calcio (ride, ndr). Comunque ho studiato e ho fatto tutto! Il mio sogno è sempre stato giocare a calcio.

Più forte Messi o Ronaldo?
Messi.

Che cosa hai pensato dopo il gol al Villarreal?
Neanche io riesco a rispondere! Quando ho rubato la palla io cercavo un compagno per passarglielo, ma non c’era nessuno. Quindi ho detto ‘perché no’. Mamma mia, è stato bellissimo!

Quanto ci sei rimasto male per la traversa col Sassuolo?
Dopo ho visto il tiro tante volte… purtroppo non è entrato, ma era bellissimo. Era più difficile rispetto a quello col Villarreal. Purtroppo non è entrata.

All’inizio pensavo che avresti giocato così tanto?
Dopo quello che è successo col Porto anche io pensavo che non avrei giocato così tanto. Poi ho continuato a lavorare come facevo prima. Ci sono rimasto male per giorni, ma l’unica soluzione era lottare ogni giorno e dimostrare il mio calcio. Adesso lo sto facendo e sono molto contento. Se il mister non avesse avuto fiducia in me, non ci sarei riuscito. Questo è importante.

Ti aspettavi questa crescita?
Io mi conosco, so che posso fare questo, che posso giocare bene. Però non mi aspettavo così tanto. Mi fido dei miei mezzi, ma una crescita così non me l’aspettavo. Anche la squadra mi ha aiutato tanto.

Cosa ha influito in questa tua crescita?
Una cosa? La mia famiglia. Sono andato via dal Brasile per venire qua e vincere nella vita. Non sono andato via per non fare niente.

La Nazionale italiana?
Un momento che mi ha emozionato tantissimo. A inizio stagione tutti si aspettavano che io non giocassi, oggi essere giocato alla Nazionale italiana per me è un’emozione e un onore.

Cafu?
Mamma mia, è stato importante anche per noi. Cafu è fortissimo, non ci sono parole da dire.

E’ stato duro lasciare il Brasile?
Sì, è stato duro, avevo 20 anni. All’inizio è stato un po’ difficile, non volevo lasciare la mia famiglia. Ma è la mia carriera e noi siamo professionisti, a volte dobbiamo sacrificare qualcosa per essere felici.

Quanti tatuaggi hai?
Due più tutto questo braccio. Diciamo 10! È vero, ne ho uno dedicato alla playstation, il tasto per tirare e fare cross.

Ti piacciono i videogiochi? Il tuo preferito?
Sì, il mio preferito è FIFA.

La tua canzone preferita?
Te busco, una canzone spagnola.

Ti piace la cucina romana? Il tuo piatto preferito?
Sì, mi piace. Il mio piatto preferito? L’amatriciana.

Ti piace il sushi?
Sì, tantissimo.

Sai cucinare?
Niente, zero! (ride, ndr) Devo imparare per forza ora.

Il mate lo bevi? Ti piace?
No.

Altri sport che ti piacciono?
Mi piace il calcio, quando non guardo partite gioco alla playstation. Sto dicendo la verità.

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